martedì 2 aprile 2013

Intervista ad Andrea Franco


Nasce a Ostia, nel 1977. Ama spaziare in molti generi letterari, sia come lettore che come scrittore. Tra gli autori che più ama ci sono Ken Follett, Ed McBain, Isaac Asimov, J.R.R. Tolkien, Wilbur Smith, il primo Baricco.
Nel 2008 vince il premio Delitto D’Autore con il romanzo Fata Morgana, scritto insieme al giallista, premio Tedeschi, Enrico Luceri. Il Signore del Canto (Delos Books, 2009) gli permette di pubblicare il primo testo fantasy. Nel 2010 è presente nell’antologia Delitto Capitale (Hobby & Work) insieme a giallisti di fama nazionale.
La sua collaborazione con Mondadori inizia nel dicembre del 2009, con la pubblicazione dell’articolo “La coralità nel giallo”. Seguiranno altri articoli e diversi racconti: La Signora delle Storie (Classici del Giallo n. 1293), Come una palla di fuoco (Classici del Giallo n. 1309), L’odore del dolore (Speciale Giallo 24). Per la rivista Writers Magazine Italia scrive da tempo articoli dedicati al mondo della scrittura fantasy e ha partecipato a tutte le edizioni finora pubblicate della serie “365 racconti…”. Ha sperimentato anche la pubblicazione di racconti in formato e-book: La Maschera e Shalim (Graphe.it Edizioni). Ha due obiettivi: pubblicare un romanzo storico per Mondadori e pubblicare un romanzo per Urania. 


Vincitore del Premio Tedeschi (Ottobre 2013) con "L’odore del peccato".

www.andreafranco.net
http://passionewhisky.wordpress.com



Il romanzo: Il Signore del Canto
 
“Nel mondo di al'ajis la Magia è ancora molto potente, ed è dominata dal Canto. La Magia è controllata dalle di'erendis, uniche custodi di segreti antichi. Quando la Signora del Canto, l'eterea Halaedris, si rende conto che l'incredibile potere di un ragazzo, Jamis, può sconvolgere le basi di quella rigida società, fa di tutto per ostacolarlo, limitandone le capacità. Ma l'amore del giovane per la talentuosa di'erendis Èlhear sarà difficile da frenare. Riuscirà Jamis a infrangere la Regola e a raggiungere nuovamente la sua amata, relegata nella zona più segreta della Scuola? Riuscirà il suo potere a infrangere le basi di quella società le cui regole sono dettate dalla Signora del Canto?” 

CASA EDITRICE: Delos Books http://www.delosstore.it
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2009
GENERE: Fantasy
PAGINE: 108

PREZZO: € 6,90 (disponibile anche in ebook) 

http://www.ibs.it/code/9788895724614/franco-andrea/signore-del-canto.html?shop=2921



E adesso passiamo alle domande…


D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi interessi?
R: Ciao, ti parlo di me con molto piacere! Sono nato nel 1977, nella mia solare Ostia, città che adoro quasi come si può adorare una persona. Fin da piccolo mi appassiono alla musica e alla lettura e col tempo ho capito che nei libri c’era gran parte delle emozioni che andavo cercando, tanto da spingermi (dopo altalenanti tentativi anche con la musica) a fare qualcosa di più: lo scrittore. Certo, dire “scrittore” è una cosa grossa, ma ci ho lavorato negli anni e un giorno forse potrò addirittura scriverlo accanto al mio nome, con meritandolo, s’intende. Ho letto sempre un po’ di tutto, senza fissarmi con un genere particolare e quindi, di conseguenza, quando scrivo spazio in molti generi: giallo, fantasy, fantascienza, horror, thriller, storici… Amo molto il libro in quanto oggetto e ne sono gelosissimo. Guai a chi si avvicina ai miei libri! A parte i libri, amo molto l’opera lirica (Puccini su tutti) e negli ultimi anni ho imparato ad apprezzare e ad appassionarmi al whisky. Non da alcolizzato, eh, ma da amante, sia chiaro! Adoro giocare a Dungeon & Dragons, passione che coltivo dai tempi delle scuole medie, tifosissimo Ferrari (ma mai tifoso Schumacher), versante calcio tifo per l’inter, ma ultimamente quando mi soffermo davanti alla televisione è per vedere le partire di rugby, anche se non c’è una vera e propria squadra del cuore. Ma è uno sport pulito e onesto e questo mi basta. Il mio musicista preferito (al di fuori della lirica, ovvio) è Elton John. Il mio gruppo i Dire Straits. Mi sembra di aver detto abbastanza, no?

D: Veniamo alla scrittura. Come nasce la tua passione narrativa?
R: Semplicemente dall’amore per la lettura e la voglia, a un certo punto incontenibile, di voler raccontare anche le mie storie, quelle che avrei voluto far leggere o leggere io stesso. Non ricordo il momento preciso perché mi sembra di averlo sempre fatto, sin da quando, da ragazzino (6/7 anni) componevo le prime canzoni. Qualche anno dopo, insieme alla passione per i giochi di ruolo, arrivarono i primi raccontini. Non mi sono mai fermato, insomma. E non mi sono nemmeno mai stancato di scrivere e creare, per fortuna.

D: Quali sono i generi letterari o gli autori che più ti hanno influenzato?
R: L’ho anticipato: i generi letterari un po’ tutti. Gli autori, ognuno nel suo genere, sono un bell’elenco. Provo a citarne qualcuno: Jack London, Emilio Salgari, J.R.R. Tolkien, Isaac Asimov, Umberto Eco, Alessandro Baricco, Ed McBain, Wilbur Smith, Ken Follett… tanti di tanti generi differenti. Da ognuno ho imparato qualcosa, anche solo per il piacere di emularli, di sperimentare. Ne dimentico molti, ne sono certo…

D: E ora addentriamoci nel processo creativo del tuo romanzo. Da dove nasce l’idea?
R: Eh, domanda difficile. Non lo so per certo, altrimenti andrei sempre a cercarla lì! Scherzi a parte, l’idea nasce da mille cose, da una suggestione, da uno studio, da un dialogo con un amico o un semplice sconosciuto, da un sogno, da una cosa che vedi o un’emozione che provi. Nasce così, all’inizio in modo semplice, senza una struttura. Poi l’autore che è in me si mette a tavolino e cerca di valutare le cose. Voglio raccontare questo, si dice, è mai possibile? Questo concetto, questa scena, questo momento, può diventare un romanzo o un racconto? E allora ricomincia tutto da capo, la ricerca, le suggestioni, i tasselli di un puzzle che cerchi di incastrare. Ovviamente, di decine e decine di spunti, sono pochissimi quelli che puoi tradurre in qualcosa di più complesso, perché un romanzo deve avere una certa sostanza, non può limitarsi a essere costruito su un punto x di poco spessore. Allora, se trovi tutti i tasselli che si possono comporre attorno a quel tuo punto x, inizi a costruire il romanzo. Poi magari quel punto x rimane solo una scena, o il titolo, o il finale, o un’ombra. Non è importante, perché ha messo in moto la macchina creativa, ha costretto il cervello a cercare ponti e collegamenti. E così via…

D: I personaggi che hai ritratto da dove scaturiscono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nascono da me e da quello che mi circonda. Hanno le mie paure, le mie passioni, si fanno le mie domande e nei romanzi vanno in giro a cercare le mie risposte. Per loro provo affetto, alcuni mi stanno meno simpatici ma non ce n’è alcuno che io odi veramente, perché nascono dentro di me e sono mie sfaccettature, magari anche quelle che devo mettere a tacere, quelle che devo nascondere. Non posso odiare me stesso, al massimo mi sto un po’ sulle palle, tutto qua!

D: Sensazioni e riflessioni. Che cosa hai voluto comunicare al tuo pubblico?
R: Di solito cerco di raccontare una storia in cui il lettore possa perdersi, un mondo in cui sia facile seguire il protagonista e osservare il mondo dalle sue spalle. Cerco di trasmettere emozioni, soprattutto, voglio che il lettore sia avvinto, che si arrabbi, che si commuova, che rimanga stupefatto da quella frase detta o da quell’azione. Insomma, mi piace se il lettore non rimane indifferente, quale che sia la sensazione che prova. Le riflessioni? Anche, ma vengono dopo, a libro chiuso. Sì, mi fa molto piacere se qualcosa che scrivo sa far riflettere, perché significa che se lasci il lettore agganciato al tuo testo anche dopo che ha chiuso il libro, allora qualcosa hai lasciato davvero, qualcosa è arrivato.

D: Cosa intendi fare da grande? Ovvero, progetti per il futuro?
R: Lo scrittore, senza dubbio! Progetti? Ne ho sempre molti, a dire il vero. Ora sto scrivendo un romanzo giallo ambientato nella Roma del 1846, subito dopo l’elezione di Papa Pio IX, con lo stesso personaggio del racconto uscito su Giallo 24 (Mondadori), il Monsignor Verzi. Poi ho un romanzo di fantascienza a metà, un racconto già in mente per il premio Stella Doppia e la voglia matta di scrivere uno storico (o un thriller storico) per la libreria. E da scrivere: un altro racconto giallo storico per i Gialli Mondadori e, appena iniziano le selezioni, mi cimenterò con la nuova iniziativa di Franco Forte: The Tube. E poi la mia serie di articoli sulla scrittura fantasy che porto avanti da un paio d’anni, sulla rivista Writers Magazine Italia: “Scrivere Fantasy”. Articoli che mi hanno dato molte soddisfazioni, sono felice di ammetterlo. Sicuramente dimentico qualcosa, perché scrivo sempre e tanto, quindi avrò senz’altro altri progetti che qui non menziono, ma che sto portando avanti… ma non posso dirvi proprio tutto, no? Un saluto.


Be', avendo letto alcuni tuoi ottimi lavori, non posso che confermare la validità dei progetti che hai messo in campo. Un grande in bocca al lupo!