lunedì 29 aprile 2013

Intervista a Riccardo Medici

Riccardo Medici, dopo aver ottenuto nel 1998 la Targa al Merito al “Premio Letterario Bufalino”, ha firmato con Gina Basso le seguenti opere: Un racconto fra le nuvole (ed. Le Monnier – 2005), Non si può uccidere il futuro (ed. Loescher – 2006), Vivo per vivere (ed. Loescher , 2011), In silenzio nel cuore (ed. Il Messaggero di Sant’Antonio, 2011), Quando la neve sapeva di pane (ed. Psiche e Aurora, 2012). E’ autore di Largo alla vita! (ed. Giraldi – 2007 -  l’intero incasso è stato devoluto all’ANT Fondazione Nazionale Tumori). Ha collaborato alla ideazione dello spettacolo di pattinaggio artistico e danza “Yuri, una vita che continua” (2007-2011). Collabora per Radio Vaticana  a “Faccia a faccia improbabili” (Sant’Antonio e Claudio Rutilio Namaziano, di cui è autore, possono essere ascoltati on line sul sito di Radio Vaticana).

http://www.webster.it/libri-quando_neve_sapeva_pane_basso-9788889875285.htm 



Il romanzo: Quando la neve sapeva di pane


L'incontro tra il giovane Ezio e l’anziano padre Ernesto, un frate francescano, si trasforma in grande amicizia. Il ragazzo è ateo e, nonostante il recente trasferimento dalla Calabria a un paese degli Appennini Tosco-Romagnoli, affronta la vita sicuro di sé. Ha una ragazza che gli vuole bene, Marianna, una famiglia premurosa e ora anche un amico fraterno. Ciò che lo conquista del francescano sono la simpatia e la sua vita avventurosa. Sì, perché “Quando la neve sapeva di pane” è il racconto romanzato della vita di Padre Ernesto Caroli, fondatore dell’Antoniano di Bologna. Gli episodi, tutti rigorosamente veri, sono toccanti, spesso drammatici, e quasi sempre accompagnati da scherzi travolgenti, che rendono la narrazione molto divertente. Il racconto dell’anziano si intreccia con i problemi della vita di tutti i giorni del ragazzo. Quando fra Ezio e Marianna sembra andare tutto per il meglio, accade l’irreparabile…  


CASA EDITRICE: Psiche e Aurora Editore www.psicheaurora.it
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: Romanzo
PAGINE: 233
PREZZO: 12 euro

Il libro è acquistabile sul sito della casa editrice con sconto del 15% e sui
principali store di libri online (www.ibs.it, www.inmondadori.it, www.deastore.com, ...)

 

E adesso, ecco le domande… 
 
D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per cominciare, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi principali interessi?

R: Adoro leggere. E leggo davvero di tutto, preferendo da sempre i grandi classici del passato, e i saggi di storia. Purtroppo il lavoro (mi occupo di organizzazione in una azienda di servizi) non mi lascia molto tempo da dedicare alla lettura, alla scrittura e agli altri hobby. Una volta facevo sport, nuoto e palestra, ma ormai mi dedico solo alla cucina… e il risultato si vede! La passione per la cucina non si manifesta solo nel mangiare, ma anche nella partecipazione a corsi amatoriali e alla messa in pratica di quanto imparato. So fare la pasta dalle tagliatelle ai tortelloni, ma la cosa che mi diverte di più è fare il pane (e pizze, focacce ed altro) in casa. L’unica cosa che non mi riesce bene sono i dolci: lì, sono un disastro!

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Mah! Temo che sia una cosa congenita. Da quel che mi ricordo ho sempre scritto: da bambino scrivevo poesie, e costringevo genitori e nonni ad assistere a veri e propri recital. Poveretti! Per me scrivere è in realtà una magia: distillare concetti ed emozioni in parole tali che poi il lettore, distante nello spazio e nel tempo, possa provare le medesime cose. Meraviglioso!

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Jane Austen e Yukio Mishima. Sì, lo so, come autori “influenzanti” sono piuttosto antitetici, però è così. Apprezzo la capacità della Austen di costruire storie basate quasi esclusivamente sui dialoghi, e il lirismo decadente che caratterizza Mishima. Nei libri per ragazzi che scrivo è soprattutto la prima caratteristica a tornarmi utile. A parte Austen e Mishima, sono un accanito sostenitore degli autori del nostro paese e da qualche anno cerco di leggere, in italiano, solo autori italiani. Dino Buzzati, Piero Chiara e, fra i poeti, Montale, sono i miei preferiti. Fra i contemporanei seguo con passione Alfredo Colitto e Gianluca Morozzi.

D: E ora occupiamoci del romanzo che proponi. Da dove scaturisce l’idea? Hai dovuto svolgere ricerche particolari?
R: “Quando la neve sapeva di pane” è liberamente ispirato alla vita di Padre Ernesto Caroli, fondatore dell’Antoniano di Bologna, scomparso quattro anni fa. E’ un libro al quale Gina Basso pensava da tempo, ma solo di recente abbiamo avuto l’opportunità di realizzarlo e di vederlo pubblicato. Come si è visto dalle note biografiche di presentazione, la quasi totalità dei libri su cui ho messo la mia firma è stata scritta con Gina Basso. Gina è un personaggio importante: giornalista e scrittrice, voce radiofonica e autrice di importanti trasmissioni radiotelevisive, dai suoi libri sono stati tratti i film “Il coraggio di parlare” e “Yo-Rhad, un amico dallo spazio”. Sono davvero fortunato a collaborare con lei! In particolare si può dire che Gina è stata l’inventrice dei romanzi per ragazzi che trattano temi d’attualità: anche nei libri scritti assieme abbiamo parlato di temi non facili come mafia e immigrazione. Tutto questo per dire che siamo abituati a documentarci con molta attenzione sui temi dei quali scriviamo. In questo caso, però, gran parte del materiale “storico” l’avevamo già in casa: Gina ha collaborato a lungo con l’Antoniano e con Padre Caroli, e i suoi ricordi hanno costituito la fonte primaria del nostro lavoro. Poiché il racconto copre un arco di circa settant’anni di storia italiana, è stato comunque necessario controllare attentamente ogni riferimento alla storia del nostro paese.

D: I personaggi che hai creato da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Tutto quello che nel libro si racconta di Padre Caroli è vero: si tratta di ricordi che lui condivise con Gina Basso, a più riprese, e che lei ebbe la lungimiranza di trascrivere riconoscendo immediatamente che si trattava di materiale eccezionale per un libro: Padre Caroli raccontato da Padre Caroli. Ezio, il giovane che dialoga con lui per tutto il racconto, è invece completamente inventato, ed è ovvio che io mi identifico in lui… o, meglio, lo identifico con i ragazzi di oggi, con le loro inquietudini e la loro voglia di vivere la vita.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa hai voluto trasmettere al tuo pubblico?
R: Il romanzo può avere una doppia chiave di lettura. Si volevano innanzitutto condividere alcuni episodi della vita di padre Ernesto, e raccontarli proprio come lui l’avrebbe fatto: chi lo conobbe ha detto che la sua figura emerge nel libro con grande naturalezza e fedeltà all’originale. Biografie di Padre Ernesto ne esistono già (ad esempio quella ottima di Luca Orsi), ma in “Quando la neve sapeva di pane” si trovano episodi personali che una biografia ufficiale non avrebbe potuto accogliere, ed era un peccato che andassero perduti. Il messaggio che più vorrei trasmettere ai lettori, meglio ancora se sono ragazzi, consiste nell’atteggiamento positivo che ebbe Padre Ernesto nei confronti della vita, sempre, nonostante tutte le difficoltà che affrontò. In particolare poi, e qui spero davvero di non urtare la sensibilità politica di nessuno, vorrei che il libro facesse riflettere sul fatto che il valore fondante al quale noi Italiani dovremmo far riferimento, specie in un momento così difficile come quello attuale, non è tanto (o non solo) la Resistenza, quanto la Ricostruzione del nostro paese distrutto dalla guerra. Alla Ricostruzione contribuirono davvero tutti, secondo le capacità e le sensibilità di ciascuno, con risultati eccezionali. Dobbiamo esserne orgogliosi!

D: Cosa ti piacerebbe fare da grande? Qualche progetto per il futuro?
R: Vincere il premio Nobel per la letteratura non sarebbe male…! Più seriamente, spero prima o poi di trovare il tempo per affiancare ai lavori con Gina qualche progetto personale. Le idee ci sono, alcune anche in avanzato stato di realizzazione, ma per ora sono chiuse nel cassetto… 


Uno scrittore impegnato e un libro che racconta una storia vera, difficile e appassionante. Gli ingredienti per un giusto riconoscimento non mancano! Nel frattempo, in attesa che il Nobel si concretizzi, vi suggerisco di leggere "Quando la neve sapeva di pane".