giovedì 30 maggio 2013

Intervista a Bianca Rita Cataldi



Bianca Rita Cataldi vive a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere Moderne e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello Giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo “Il fiume scorre in te” edito da Booksprint Edizioni. Ha fondato e dirige il blog/magazine culturale “Prudence”, collabora con Butterfly edizioni e con altre case editrici e pubblica recensioni letterarie sul suo blog “B. among the little women”. “Waiting room”, finalista della II edizione del Premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.






Il romanzo: Waiting room

E' il 1942. In una Puglia bruciata dal sole, Emilia e Angelo condividono la passione per il sapere, il desiderio di libertà e il tempo della loro giovinezza. Settant'anni dopo, seduta nella sala d'attesa di un dentista, Emilia rivela a se stessa la verità negata di una giovinezza che adesso, per la prima volta, ha il coraggio di riportare alla luce. Con una scrittura che è poesia del ricordo e caleidoscopio di emozioni, Bianca Rita Cataldi accompagna il lettore tra i sorrisi e le lacrime di una donna come noi, raccontando la storia di un amore mancato, di una generazione nell'età dell'incertezza, di un'attesa che attraversa tutta una vita.




CASA EDITRICE: Butterfly Edizioni (http://www.butterfly-edizioni.com/)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: romanzo storico, drammatico
PAGINE: 154
PREZZO: euro 12,00

Il libro è acquistabile in tutte le librerie e nei magiori store online. 


E ora, le nostre fatidiche domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per iniziare, ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Buongiorno a tutti e grazie a te, Francesco, per avermi ospitata nel tuo blog! Mi presento: mi chiamo Bianca Rita Cataldi, ho ventun anni e sono alla mia seconda esperienza letteraria. Sono una studentessa come tante, suono il pianoforte per passione e ho un debole per il design e lo shabby-chic!

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: La mia passione nasce dall’aver ricevuto, a undici anni, un computer che non poteva navigare in internet. A quel punto, potevo solo giocare a solitario o…scrivere! E’ stato così che ho scoperto Microsoft Word e non mi sono più fermata. Devo ammettere, però, che il “vizio” di scrivere nasce anche e soprattutto dalla passione per la lettura e dall’amore per la Letteratura che mia madre mi ha trasmesso.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Mi piacerebbe dirti che Gustave Flaubert è stato il mio maestro, ma farei ridere tutti, me compresa: pensare anche solo di avvicinarsi a un autore come lui è assurdo! Posso affermare con sicurezza, però, che i suoi libri mi hanno insegnato cosa vuol dire mantenere una coerenza interna della trama e non perdersi in sbrodolamenti inutili. Quest’ultimo insegnamento viene anche da W.M. Thackeray, che mi ha trasmesso il senso dell’asciuttezza letteraria. Il gusto della sperimentazione, poi, viene sicuramente da Raymond Queneau, da poeti contemporanei come Alessandro Giammei e, perché no, dalle canzoni di Vasco Brondi!

D: E ora passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea centrale di Waiting Room è una storia vera: la storia di mia nonna. Naturalmente ho modificato molti aspetti della trama e ho svolto ricerche sulla Puglia degli anni ’40. Mi è stato utilissimo, in tal senso, il romanzo “Capatosta” di Beppe Lopez, che mi ha anche ispirato l’idea della fuga d’amore.

D: I personaggi che crei da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: I personaggi si incontrano per strada, dico sempre. Si incontrano in pullman, per caso, quando salgono e obliterano il biglietto e tu pensi “Sei tu. Sei il mio personaggio.”. Non ne ho mai creato uno ex nihilo: ho aspettato che arrivasse, che mi raggiungesse con il suo carico di storie e di emozioni. Per loro – per tutti loro, anche per quelli apparentemente odiosi - provo un affetto che oserei definire materno. Il personaggio che più ho amato in assoluto è sicuramente Eleonora del mio romanzo d’esordio Il fiume scorre in te: ho sofferto davvero quando ho dovuto dirle addio.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Il mio sogno è trasmettere al lettore il senso della velocità, del fugit tempus, dello scorrere incessante di emozioni. Mi piacerebbe che il pubblico avvertisse l’urgenza del leggere, dell’arrivare alla fine trattenendo il fiato. Mi sono accorta, rileggendo il mio primo romanzo, di non essere riuscita a raggiungere questo obiettivo: ci riprovo adesso con Waiting  room.

D: Che cosa ti piacerebbe fare da grande? Progetti per il futuro?
R: Il mio sogno è lavorare in una casa editrice – qualunque posizione va bene, l’importante è essere circondata dai libri. Mi piacerebbe, inoltre, trascorrere qualche tempo in Irlanda: nel 2011 ho vissuto a Dublino per tre settimane e non vedo l’ora di tornare! Intanto ho preparato la bozza di un nuovo romanzo, una sessantina di pagine grezze da “limare” col tempo. Di una cosa, infatti, sono assolutamente certa: che ho ancora tutto da imparare e… da scrivere!

lunedì 20 maggio 2013

Intervista a Elisabetta Rossi


Elisabetta Rossi è nata ad Ancona. Il suo incontro con l’editoria avviene grazie alle illustrazioni per un libro di favole: “Cammerville”. Poi, una rivista femminile a tiratura nazionale le ha dato l’occasione di saggiare le sue qualità di scrittrice. La collaborazione è durata quattro anni, attraverso racconti e romanzi brevi. Nel frattempo, il desiderio di scrivere inseguiva nuove e più impegnative mete: un romanzo più ampio e strutturato. Nel settembre del 2008 l’Armando Curcio Editore pubblica il suo primo libro, sotto pseudonimo. Questa avventura è proseguita con la pubblicazione di altri due romanzi rosa e quattro gialli, l'ultimo uscito a giugno 2012. La tappa successiva è stata l’editoria digitale, affrontata come self-publisher. Attualmente, la sua “squadra” di ebook autopubblicati spazia dal romance al giallo, con titoli presenti su molti store online. 


Il suo sito: www.librarsi.net

Il romanzo: Punizione mortale 

Una coppia di ispettori: Reinhold Steiger e Greta Fabbri, indagano sull’omicidio di Guglielmo Gentili professore di Storia dell’Arte del Liceo Artistico di Sevriere.
L’uomo viene ritrovato nei laboratori del liceo con una colata di gesso nella bocca, ma non è quella la causa della morte. Il gesto teatrale dell’assassino sembra più un messaggio o l’estemporanea di un artista.
I due ispettori presto verranno affiancati nelle indagini da Simona Ferretti, commessa in una libreria e dal club Il popolo dell’autunno un gruppo di assidui frequentatori, nonché proprietari della libreria stessa.
 

 


CASA EDITRICE: Narcissus Self Publishing (http://narcissus.me/about/)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: giallo
PAGINE: 225
PREZZO: 0,99 Euro

Il libro è disponibile su Amazon, Apple Store, Feltrinelli, InMondadori, Kobo Books, IBS, Ultima Books, ecc.



E adesso, le domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per cominciare, ti va di parlaci un po’ di te e dei tuoi principali interessi?
R: Ho riempito di scrittura quaderni di poesie e racconti sin dall’infanzia e tutto, solo per passione. Questo è il mio principale interesse. Amo leggere, perdermi in narrazioni che portano lontano, ad esempio, in pericolose e avventurose attraversate dell'Antartide o insieme agli scalatori sulle cime di montagne insidiose, sempre alla ricerca di approfondire l'animo umano, spaziando al contempo con la fantasia.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Quando mi sono resa conto che, dopo la lettura, la scrittura era diventata una necessità, per far vivere le mie emozioni, le mie passioni e per dare voce a personaggi che altrimenti sarebbero rimasti confinati nella mia testa. Dovevo in qualche modo dare voce a quello che sentivo era una priorità come quella di respirare.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Ho iniziato a scrivere gialli dopo aver letto i romanzi di Ed McBain. Il suo modo di scrivere mi ha letteralmente stregato: la cura meticolosa dei particolari, l'originalità di inserire nel testo piantine della scena del crimine, reperti e rapporti stilati dal suo personaggio più famoso il detective Steve Carrella e la caratterizzazione dei componenti della squadra dell'87° distretto. Tutti questi elementi sono stati per me una palestra e una fonte di ispirazione per iniziare a cimentarmi con questo genere.
Ovviamente, non ho disdegnato i classici: i macchinosi ragionamenti di Sherlock Holmes e i suoi dibattiti con il dottor Watson mi hanno affascinato e fornito ulteriori spunti per le mie storie. Più recentemente, ho assaporato la tagliente scrittura di Michael Connelly, ma mi catturano anche romanzi scritti da antropologi forensi, come Kathy Reichs e Bill Bass, l'ideatore della “Fabbrica dei corpi”, che insieme a Jon Jefferson scrive ottimi libri medical thriller. Poi, ci sono i libri di avventura, altra mia passione e anche quelli di guerra. Questi, quindi, sono stati i miei mentori, il resto è lavoro della mia immaginazione che si diletta in trame intricate dove i particolari rivestono un ruolo fondamentale.

D: E ora occupiamoci del romanzo che proponi. Da dove scaturisce l’idea? Hai dovuto svolgere ricerche particolari?
R: “Punizione mortale” ha come luogo privilegiato di svolgimento: una singolare libreria, dove Simona, un’intraprendente precaria troverà lavoro come commessa. La libreria in questione è posta in un vicolo della sua città che lei non aveva mai percorso e sembra sorta dal nulla quasi per magia, forse è stato questo che mi ha spinto a scrivere questo giallo, girando per una città che per tanti anni ho sentito mia e scoprire luoghi che non avevo mai considerato o che mi erano sfuggiti. Un po' come tornare ragazzi anche inserendo nella narrazione un gruppo di anziani intellettuali che gestiscono la libreria e un club letterario, ma solo perché a me affascinano i racconti di chi ha vissuto prima di me e conosce parti di una città e della sua storia perché ne ha fatto parte durante periodi storici particolari, come la guerra.

D: I personaggi che hai creato da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Sono sempre parte della mia vita, fino a che non termino di scrivere il libro. Sono invadenti e petulanti: non mi lasciano in pace fino a che non ho messo nero su bianco la loro storia. Qualche volta mi sento solo un tramite... niente di trascendentale, solo una spiccata irrazionalità che mi colpisce ogni volta che inizio l'avventura di scrivere un romanzo.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa hai voluto trasmettere al tuo pubblico?
R: Spero solo di averlo coinvolto a sufficienza ogni volta che scorre le righe del mio racconto. Se sono riuscita a emozionarlo, appassionarlo, distrarlo dalla sua vita, vuol dire che ho raggiunto il mio scopo: regalare qualche ora di assoluta evasione.

D: Cosa ti piacerebbe fare da grande? Qualche progetto per il futuro?
R: Continuare a scrivere e ad emozionarmi mentre scrivo. Riuscire a rendere questa grande passione una professione per viverci. Difficile fare progetti concreti, l'editoria italiana sa come distruggerli tutti, per questo sono passata all'autopubblicazione, una scommessa che per ora sto vincendo, per il futuro vedremo.
Grazie per la tua disponibilità e per l'occasione che mi hai dato di poter parlare di me, purtroppo, non sono molto brava a farlo, preferisco affidare ai miei personaggi l’arduo compito di rappresentarmi.


Io non aggiungerei altro. Da questa intervista emerge un'autrice più che in gamba, voi che dite?

venerdì 17 maggio 2013

Intervista a Ilaria Militello


Ilaria è una scrittrice di fantasy, da sempre appassionata a questo genere, le piace perdersi in mondi fantastici con creature fuori dal normale. Nel gennaio 2013 esce il suo primo romanzo fantasy, Love Vampire. Numerose le pubblicazioni di racconti e poesie per varie antologie. Il suo più grande sogno è potere un giorno diventare un’apprezzata autrice fantasy.


https://www.facebook.com/ilaria.militello.5




Il romanzo: Love Vampire


Lùlea in seguito alla morte di sua mamma si trova costretta a trasferirsi dai nonni materni in Irlanda, dove tutto è strano. Non è più come quando era bambina. C'è qualcosa di misterioso ora lì. Forse la nuova famiglia residente nella vecchia villa nel bosco è l'artefice di quell'alone di mistero? Lùlea ben presto conosce uno dei ragazzi della villa, il suo nome è Alex, che nasconde un grande segreto, come il resto degli inquilini della villa. Fra i due nasce subito un’intesa, una storia che sembra un dejà-vu. A Lùlea pare di aver già conosciuto e amato Alex in passato. La ragazza si troverà presto coinvolta in un amore forte, ma avrà anche il tormento di capire chi è veramente Alexandre Turner, che cercherà in ogni modo di nascondere la sua vera identità per paura di un suo rifiuto, ma presto dovrà decidere e a quel punto inizierà a scoprire verità che cambieranno ogni cosa.

CASA EDITRICE:
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 

GENERE: Fantasy
PAGINE: 275
PREZZO: 





E ora, le domande…



D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per iniziare, ti va di parlaci un po’ di te in generale?

R: Grazie mille per questa opportunità, ne sono felice. Mi chiamo Ilaria e vivo in Piemonte, nelle campagne dell’astigiano, in un posto tranquillo e con pochi vicini. Adoro la tranquillità, sono un po’ asociale lo ammetto, forse anche perché sono timida e al primo impatto non riesco subito a lasciarmi andare con le persone. Mi piace leggere e scrivere. Sono innamorata dell’Irlanda e delle sue leggende, penso sia un posto magico e unico al mondo. Sono una ragazza come tante, normale, per quanto di normale in me ci sia. Sono un’inguaribile sognatrice e spero sempre che la mia vita possa diventare come nei film o nei libri.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Già da piccina adoravo scrivere e inventare mondi che esistevano solo nella mia testa. Passavo interi pomeriggi chiusa nella mia stanza a sognare di vivere avventure e a parlare da sola. Mi è sempre piaciuto riempire quaderni di parole.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Be', il genere è il fantasy, in assoluto. Come autori mi piacciono molto Claudia Grey e Lauren Kate.

D: E ora passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea nasce da un sogno, mi trasferivo in Irlanda e lì conoscevo Alex, che in seguito mi rivelava d’essere un vampiro. Ho iniziato così a scrivere il mio sogno e dal racconto che credevo di tirar fuori ne è uscita una trilogia.
Ho semplicemente svolto delle ricerche sui posti in Irlanda, anche se essendo appassionata ne conoscevo abbastanza, ma informarsi non fa mai male.

D: I personaggi che crei da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Sono frutto della mia totale fantasia, a parte i due protagonisti, che devo ammetterlo un po’ di me stessa hanno. Io mi affeziono molto ai miei personaggi, diventano poi i miei compagni di vita. Li ho sempre con me.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Tante emozioni. Vorrei che le persone leggendo i miei libri si perdano a sognare proprio come accade a me quando leggo i libri. Vorrei con i miei personaggi e le mie storie lasciare un pezzetto di me nei loro cuori.

D: Che cosa ti piacerebbe fare da grande? Progetti per il futuro?
R: Be', una frase che da piccina dicevo sempre alla mia mamma era “Mamma un giorno diventerò una brava scrittrice”, questo è ancora il mio sogno. Spero possa diventare il mio lavoro perché è già la mia vita. Progetti futuri ne ho parecchi. Un libro di poesie che dovrebbe uscire a breve, il secondo e l’ultimo capitolo di Love Vampire e tanti altri racconti che spero possano prendere vita.

Complimenti. Allora, in bocca al lupo... Anzi, al vampiro!