giovedì 27 giugno 2013

Intervista a Roberto Baldini


Roberto Baldini scopre la passione per la scrittura sin dall’adolescenza. A quindici anni inizia a scrivere storie spaziali, dell’orrore, di spionaggio… Dopo anni immersi nella lettura decide di scrivere una storia d’amore, soltanto poche pagine… Quella storia è diventata Chapter Love (Enrico Folci Editore, 2009) il suo primo romanzo, di quasi 500 pagine. Da allora non ha più smesso di scrivere, fatto dimostrato da sei libri pronti, chiusi in un cassetto, e diversi racconti pubblicati in altrettante antologie: Sussurri dal cuore (Butterfly Edizioni, 2013) 1000 Parole (Montecovello, 2012) Ops! Che Figura (Butterfly Edizioni, 2013)
Ama le automobili, la musica e le storie d’amore.

Sito web o altro sito dell’autore: http://scrivoleggo.blogspot.it/


Il romanzo: A proposito di noi

Claudio è innamorato di Marg. Lui è un bravo ragazzo, volenteroso e amichevole con tutti. Lei è la reginetta della scuola. Karen è la migliore amica di Claudio. L’opposto di Marg. Lui è convinto che Marg non lo consideri nemmeno, e che Karen sarà sempre e solo un’amica. Ma non sa che entrambe lo vedono sotto tutt’altra luce, e sono innamorate di lui. Non sarà tutto semplice, con ognuna di loro si troverà davanti difficoltà all’apparenza insormontabili, incomprensioni, gelosie… Claudio dovrà affrontare tutti questi problemi, partendo dagli anni spensierati della scuola, fino ad essere catapultato nel mondo del lavoro. Può un banale litigio soffiare via tutto l’amore in un colpo solo? Di questo parla questo romanzo, le difficoltà che s’incontrano in una storia d’amore, e come cercare di superarle, per arrivare al fatidico “E vissero felici e contenti…”


CASA EDITRICE: David Matthaus - http://www.davidandmatthausedizioni.altervista.org/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Romanzo d’amore
 


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao, grazie mille per l’ospitalità! Parlare di me? Oh mamma, che dire? Amo leggere e scrivere, ma questo è scontato. Appena ho una manciata di minuti prendo tastiera e mouse e scrivo, oppure leggo un capitolo di un libro. Insomma, amo questo mondo che mi colora le giornate. Sono anche un grande appassionato di motori (da buon modenese) e adoro la musica, soprattutto il rock inglese. Inutile dire che la musica è una continua fonte d’ispirazione, oltre che ottima compagnia…

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Per caso. Ho sempre amato leggere storie romantiche. Immaginavo le scene, i luoghi, partecipavo attivamente alla storia. Un giorno sono rimasto deluso da una storia d’amore che mi aveva particolarmente coinvolto, quel finale non mi andava proprio giù! Così ho preso carta e penna e ho iniziato a scrivere una storia mia, di sicuro non mi sarei arrabbiato per il finale! Quella storia è diventata “Chapter Love”, il mio primo romanzo.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Amo leggere d’amore, come ho detto poco fa, anche se non disdegno il thriller, le storie d’azione, i romanzi urban fantasy e, perché no, anche saggi e poesie. Autori? Tanti, come Gabriella Genisi, Barbara Baraldi, Carlo A. Martigli, Liala, Stefano Di Marino, Alessandro Berselli, Giuseppe Pederiali che, purtroppo, ci ha lasciati da poco. Amo leggere anche autori emergenti, persone che hanno davvero qualcosa da dire, che magari pubblicano da sé perché credono in ciò che fanno e ci donano romanzi che non hanno nulla da invidiare ai best-seller che troviamo in vetrina. E poi, naturalmente, i grandi classici come Oscar Wilde, il mitico Buk, J.D. Salinger, Calvino, Lovecraft, Poe…

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea nasce dal lieto fine. Voglio dire, i due innamorati si baciano e scorrono i titoli di cosa. E dopo? Fila tutto liscio? Ogni giorno sarà come l’ultimo fotogramma del film, l’ultima pagina del libro? Non ci saranno problemi? Litigi per il dentifricio schiacciato male, gelosie per vecchi e nuovi amori, convivenza, gravidanze, difficoltà finanziarie… Mi sono detto: parliamone! Ricerche? Sulla mia stessa pelle! Intendiamoci, non è un libro autobiografico, ma parecchie di queste cose mi hanno toccato da vicino.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Bella domanda. Il protagonista, come sempre nei miei libri, sono io. Non tanto fisicamente o per ciò che gli accadrà, ma caratterialmente siamo molto simili. Un’altra figura che trasporto su carta in ogni mio lavoro è il miglior amico del protagonista, figura irrinunciabile. Per il resto, diciamo che sono i miei desideri che prendono forma. Che sentimenti provo? Sono come figli, amici, persino amori. Quando capita qualcosa di brutto a loro, capita a me. Quando gioiscono, il mio cuore è felice.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Un messaggio d’amore e di speranza. Anche se tutto sembra andare male, non demordete, perché qualcosa di bello accadrà prima o poi, bisogna solo aspettare. So che sembra la solita frase fatta, ma è davvero così. Non restiamo fermi, muoviamoci, agiamo, chi si muove viene notato più facilmente. E parliamo. A volte, con un semplice dialogo, si apre uno spiraglio luminoso, una luce che credevamo d’aver dimenticato…

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Di progetti ne ho a milioni, ogni giorno prendo nota di un incipit per un nuovo romanzo, scrivo recensioni, faccio interviste… Previsioni per il futuro? Scriverò e leggerò, questo è poco ma sicuro!

martedì 18 giugno 2013

Intervista a Vincenzo Pagano


Vincenzo Pagano nasce a Ribera nel 1967. Esordisce nel 2010 con il romanzo esoterico Albedo e Rubedo. Nel 2012 presenta una raccolta di poesie con il titolo Reami di luce, alcune poesie della raccolta sono state pubblicate dalla rivista letteraria Inchiostro nella sezione, Versi Diversi.

La taverna del cervo è il suo secondo romanzo.




Il romanzo: La taverna del cervo 

“Può darsi, caro lettore, sarai tentato di credere che le cose raccontate in questo libro, a proposito della stanza della palingenesi, siano solo frutto della mia fantasia. Niente può essere più lontano dalla verità. Quello che mi accingo a raccontarti è la storia di Vincenzo Valsesia e della sua intuizione. Sono sicuro che il lettore attento saprà coglierne il valore.” Questa è la premessa della storia, che comincia a Torino agli inizi del '900 e si dipana fino ai  nostri giorni.

È la storia di Vincenzo Valsesia e della sua intuizione. Un’intuizione che darà la possibilità, tramite la scoperta di un segreto antico, di un domani diverso. Un domani dove l’umanità potrà vivere per tempi inimmaginabili, così da consentire un’evoluzione vera. 



CASA EDITRICE: Createspace (Amazon)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Storico/fantasy
PAGINE: 232
PREZZO: Euro 7,21- Ebook Euro 0,89
 
 


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao, e grazie per avermi ospitato sul tuo Blog. Sono una persona molto curiosa e quindi fin da ragazzo ho sempre letto molto. Ero particolarmente attratto dal mistero e dalla spiritualità, fu in quel periodo che mi imbattei in un libricino dal titolo “Siddhartha”. A parte la storia, rimasi colpito dalla bravura dell'autore e quindi dopo una piccola ricerca, decisi di leggere tutti i suoi scritti. A volte, mentre leggevo i romanzi di Herman Hesse, mi sorprendevo a sorridere o ad essere particolarmente in apprensione per la sorte di un personaggio; poi pensavo “Caspita, quest'uomo è morto da anni, eppure mi sta facendo sorridere adesso” ci vedevo una sorta d'immortalità in quello scambio di emozioni fra generazioni lontane. La mia curiosità mi spinse a leggere anche autori poco ortodossi, come Fulcanelli, Cornelio Agrippa, Cagliostro e Paracelso.    

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Sono convinto che la passione per la scrittura sia direttamente proporzionale all'amore  per la lettura, non credo che esista l'Adamo letterario, penso che ogni scrittore abbia un debito di riconoscenza verso tutti quelli che l'hanno preceduto. 

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Amo particolarmente i gialli e i romanzi storici, i miei autori preferiti sono: Paulo Coelho, Carlos Ruiz Zafòn, Arturo Pérez-Reverte, Raymond Chandler, Giulio Verne, Wilbur Smith, e naturalmente Herman Hesse.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L'idea nasce dalla necessità di divulgare una mia intuizione, che nel romanzo attribuisco a Vincenzo Valsesia e cioè che in passato, alcuni uomini, fossero venuti a conoscenza di una “tecnica” per allungare di molto la durata della vita umana. L'apice di questa tecnica la raggiunsero gli egiziani (con la costruzione della Piramide di Cheope) ma in molti siti sparsi sulla Terra si ha testimonianza di questa pratica. Sono stato in Scozia, dove ho avuto la possibilità di osservare  da vicino i famosi “cerchi di pietra”  e ho avuto la fortuna, abitando a Torino, di fare numerose visite al Museo egizio. Mi sono documentato su innumerevoli costruzioni con una non ben definita utilità pratica (in genere queste costruzioni vengono etichettata come rituali o religiose) scoprendo che in realtà la funzione era sempre la stessa, e cioè preservare quello che vi si trova all'interno dall'invecchiamento. Molto è stato scritto e detto sulla Camera del Re (Lo Zed) all'interno della Grande Piramide, perfino che fosse un'antenna cosmica, capace di entrare in risonanza nel giorno dell'apocalisse. In realtà Lo Zed, era stato costruito solo per conservare le spoglie mortali del faraone il più a lungo possibile. Naturalmente le mie erano solo ipotesi, non potevo provare scientificamente le mie deduzioni ( in quanto hanno origine da conoscenze esoteriche), ma avevo abbastanza materiale per imbastire la trama di un romanzo. Inoltre, siccome si tratta di un romanzo storico, ho dovuto documentarmi su gli usi e i costumi della Torino degli inizi del '900.        

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Per me i personaggi nascono in funzione della storia, e hanno già una loro personalità. Per il Valsesia provo ammirazione. Per Marco Cravera, simpatia. Per il Signor Stefano Ghigo, rispetto (data la sua veneranda età di centodieci anni) ma per capire cosa intendo dovrete leggere il libro. 

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: I messaggi sono due, uno fa riferimento a ciò che dicevo prima e cioè che l'atmosfera terrestre ci protegge dalle radiazione penetranti che ci arrivano dallo spazio e dal Sole, ma non abbastanza. Recentemente il progetto per portare l'uomo su Marte ha subito una battuta d'arresto. Gli scienziati dicono che nel viaggio e nella permanenza sul pianeta gli astronauti andrebbero incontro a vari problemi di salute ( Tumori, problemi alle articolazioni, cardiaci, demenza... praticamente una specie d'invecchiamento accelerato) dovuto all'incidenza dei raggi cosmici e del vento solare. Fatte le debite proporzioni... L'altro messaggio è quello dell'amicizia fra i due protagonisti, un'amicizia che travalica le loro differenze, sociali e anagrafiche.
   
D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Progetti? Sì, uno... Costruire la stanza della palingenesi. ;-)

giovedì 13 giugno 2013

Intervista ad Antonio Tenisci



Antonio Tenisci vive a Ortona in Abruzzo dopo anni di lavoro a Roma e Napoli. E' stato consulente informatico presso la Direzione Generale di Telecom Italia e in seguito responsabile del presidio internet della Camera dei Deputati.
Ha partecipato a diverse conferenze per importanti società informatiche e scritto su alcune riviste del settore. Sposato da dodici anni, ha due figli.
Nuvole Rosse Sotto il Mare è il suo primo romanzo.
Ha pubblicato racconti per le riviste Horror Magazine, Writers Magazine Italia, Abruzzo Letterario e per le antologie 365 Racconti per la fine del mondo (2012) e 365 Racconti d'amore (2013) della Delos Books.
Il racconto dal titolo 'Tommies' è stato finalista e premiato al XXX Premio WMI dell'autorevole rivista letteraria Writers Magazine Italia (Giugno 2013).
Al romanzo Nuvole Rosse sotto il Mare è stato assegnato il prestigioso Premio della Critica al concorso internazionale 'Montefiore' di Cattolica (2012).


Il romanzo: Nuvole rosse sotto il mare

Ortona, inverno 1943. Sullo sfondo di una città martoriata che urla il suo dolore ogni giorno più forte, l’amore tra due giovani riesce a tenere in vita le rispettive famiglie, alimentando così una speranza di libertà che sembra a tutti irrealizzabile. Intanto il destino gioca con gli eventi crudi della guerra, davanti al coraggio di un caporale canadese che spinge i suoi uomini a combattere in prima linea e all’inquietudine di un soldato tedesco che si scontra con le illusioni di gloria dei suoi camerati, smaniosi di ricacciare indietro l’avanzata delle truppe alleate. Tra battaglie e macerie, le loro sorti si tesseranno con la storia, l’unica e sola che potrà, inevitabilmente, scriverne l’epilogo.
Ma la ferita ha lasciato il suo segno e non accenna ancora a rimarginarsi, forse perché a molti sconosciuta o peggio, dimenticata.


CASA EDITRICE: Solfanelli Editore -  http://www.edizionisolfanelli.it/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: Storico
PAGINE: 316
PREZZO: 22 €

Disponibile su: Amazon, IBS, Feltrinelli


E ora, le nostre cattivissime domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Antonio Tenisci non è un nome straordinario, però cerco ogni giorno di dargli valore con quello che faccio, come del resto cerchiamo di fare un po’ tutti. Sono un informatico che si è costruito da solo, con studio e passione. Un marito che cerca di fare del suo meglio e un padre che sogna di essere sempre un supereroe per i figli.Ho girato l’Italia per tanti anni e conosciuto il modo di pensare di tante persone. Ho suonato in un gruppo rock e giocato a calcio. Adoro Al Pacino e il pesciolino Nemo, i Dire Straits e gli Stadio.
Insomma, da 44 anni cammino per il mondo come tanti, con una mia dignità e cercando di farlo a testa alta – anche perché sono alto quasi 2 metri - senza dimenticare mai di mettere un libro sottobraccio. E leggo tanto…

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: … e dopo aver letto, scrivo. La passione per la scrittura è stata una conseguenza della grande passione per la lettura nata tra i banchi di scuola. Da ragazzo, un bel giorno, ho deciso di prendere carta e penna e provarci, spinto però da un’idea che mi affascinava: ridare vita ai personaggi che leggevo. Così i miei racconti avevano come protagonisti gli stessi che più mi affascinavano. Quelli nati dal genio di scrittori come Pirandello, Calvino, Borges, Poe che con le loro storie mi facevano sognare. In questo modo continuavo a farlo con le avventure che inventavo io e diventavano degli amici, più che personaggi di carta stampata.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Preferisco il romanzo storico e in generale l’avventura. Da ragazzo mi hanno appassionato molto Asimov, Tolkien, Salgari e Lovecraft, oltre ai nomi già citati in precedenza. Da molti anni cerco di leggere almeno un romanzo per scrittore (almeno di quelli più famosi), in modo da farmi l’idea del tipo di scrittura e della tecnica di ognuno, poi scelgo i miei preferiti.
Trovo che leggere scrittori che abbiano un riscontro positivo nelle vendite ti insegni ogni volta qualcosa, anche perché, se vendono tanto, c’è sempre un motivo. E quindi Franco Forte, V.M. Manfredi, Dan Brown, Donato Carrisi, Andrea Camilleri, Ken Follett, Raul Montanari, Alan D. Altieri e anche scrittori emergenti come Romano De Marco. L’esperienza mi ha portato a trovare cose interessanti anche in provincia. Infatti, ci sono scrittori bravi che pubblicano con i tanti editori meno famosi ma non per questo meno importanti, come quelli della Solfanelli, la casa editrice che ha pubblicato il mio romanzo.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Nuvole Rosse Sotto il Mare è un romanzo che ripercorre la terribile battaglia per la presa di Ortona (la mia città in riva all’adriatico abruzzese), da parte delle truppe alleate durante la Seconda Guerra Mondiale, a partire dalla fuga del re Vittorio Emanuele III, avvenuta dal porto durante la notte del 9 Settembre 1943, fino al 28 Dicembre dello stesso anno, data in cui i tedeschi abbandonarono il centro abitato. Il mio intento è stato quello di far conoscere questa pagina buia della storia d’Italia attraverso i due giovani ragazzi protagonisti (Masetto e Laura); con il loro amore, le loro paure, le loro speranze, contrapposte alle vicende di quattro soldati nemici: due tedeschi e due canadesi.
Le loro sorti si intrecciano all’interno di avvenimenti storici reali, riportati nelle stesse date in cui si sono svolti, adattando alla trama anche alcune testimonianze raccolte dai pochi reduci sopravvissuti. La battaglia per la presa di Ortona, infatti, è uno degli scontri più importanti combattuti sul suolo italiano. A questo proposito si deve ricordare il pesante tributo di vite da parte del contingente alleato. In nazioni come il Canada, questa campagna militare è studiata nelle scuole. La città, rasa al suolo, venne definita da Winston Churchill come "Piccola Stalingrado" perché, allo stesso modo della più famosa metropoli russa, la battaglia si prolungò a lungo casa per casa. Hitler in persona, dal suo bunker di Berlino, diede l’ordine di resistere “fino all’ultimo uomo”.
Il Presidente della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola, a seguito della sua visita nell’inverno del 1946, ha conferito a Ortona la medaglia d’oro al valor civile per il tragico tributo di 1.314 vittime innocenti. Purtroppo però, questa battaglia è in pratica ignorata e pochi la conoscono. Il romanzo è stato pubblicato a maggio del 2012 e presentato al Salone Internazionale del libro di Torino. Con grande soddisfazione è stato segnalato al Concorso internazionale Montefiore di Cattolica e gratificato con il premio della critica. C’è una ricca bibliografia a cui ho attinto, supportato anche da interviste effettuate personalmente. Il progetto ha richiesto tre anni di lavoro e questo romanzo vuole essere un piccolo contributo e un invito a non dimenticare.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: In ognuno di loro c’è qualcosa di mio perché vivo con loro e dentro di loro in tutte le fasi della scrittura. In questo modo sono parte di me e rimangono dentro per sempre. In particolare il personaggio di Laura, la protagonista principale, che è una ragazza speciale. I personaggi sono frutto di fantasia tranne che il Caporale Stuart Dely per cui mi sono ispirato alle gesta del capitano canadese Paul Triquet, decorato con la prestigiosa “Victoria Cross” per gli atti di eroismo durante la battaglia.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Il mio orgoglio principale è la possibilità di parlare a un pubblico sempre più vasto di questa nostra ‘storia’ e dare il giusto tributo a tante vite umane spazzate via da una guerra assurda. Per questo ringrazio Francesco Grimandi per questa intervista e per l’opportunità che mi ha dato di continuare a parlare del mio romanzo.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Entro fine anno 2013 uscirà una raccolta di racconti dedicata ancora alla battaglia di Ortona (e di cui faranno parte dei racconti che hanno avuto riconoscimenti anche importanti in vari concorsi negli ultimi mesi).
Seguirà un nuovo romanzo storico in fase di progettazione. E poi continuerò sempre a leggere, studiare e scrivere. Divertendomi!