giovedì 6 giugno 2013

Intervista a Irene Vanni



Giornalista e critica musicale, è curatore di “Horror Magazine” e ha scritto articoli e racconti per numerose riviste e antologie, soprattutto per Delos Books, con cui nel 2010 ha pubblicato il fantasy per ragazzi “I musicanti degli elementi.” Nell'aprile del 2013 è uscito il suo romanzo "Come se fosse ieri" (Fabbri Editori): "Un concerto dei Duran Duran. Le amiche dei quindici anni. E di nuovo tutta la vita davanti. Una storia divertente e dolceamara sulla forza dell’amicizia e sul coraggio di cambiare."




Il romanzo:  Come se fosse ieri

Nel 1987, dopo intere giornate passate a sognare davanti a Videomusic, quattro ragazzine decidono di scappare di casa per andare al concerto dei Duran Duran. Venticinque anni dopo sono rimaste in tre: Laura, cinica rockettara con la disperata necessità di trovare un lavoro e - se proprio non se ne può fare a meno - un uomo, ma che valga la pena di una storia; Simona, grigia e nevrotica insegnante di latino irrimediabilmente legata a un professore ancora più grigio, che fa l’amore con lei a orari fissi per poi rincasare dalla moglie; Cinzia, ex ragazzina viziata, ex moglie viziata e ora quarantenne rifatta e abbandonata, che si consola fra le braccia di un giovane accompagnatore. Certo, le loro vite non sono come se le erano immaginate, ma un nuovo concerto dei Duran Duran e la promessa fatta a Manuela - scomparsa da poco per una grave malattia - di portarci la figlia adolescente sono l’occasione per trovarsi ancora una volta insieme e scoprire che forse non tutto è perduto. In un pomeriggio d’estate, con le note di All you need is now nella testa, basta una corsa in collina a piedi nudi per ritrovare un pizzico della follia dei quindici anni, ribaltare certezze e buttare allegramente all’aria una vita in cui non ci si riconosce più, tanto che il concerto può diventare un semplice pretesto per architettare un nuovo inizio. Perché tutto quello di cui hai bisogno è qui, adesso.

CASA EDITRICE: Fabbri Editori www.fabbrieditori.eu
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: mainstream
PAGINE: 336
PREZZO: 12,90 euro

In tutte le librerie e web stores. Anche in versione ebook.


E ora, le domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao Francesco, e grazie per lo spazio concessomi! Parlare di me? Perché? E’ così spocchioso! Tanto si fa presto: leggo e scrivo, scrivo e leggo.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Grazie alle Fiabe Sonore di Fabbri, che a distanza di anni il destino mi ha riservato come editore. Ricordo che non andavo ancora a scuola. Inserivo i 45 giri nel mangiadischi e imparavo a leggere e scrivere ricopiando quanto guardavo e ascoltavo. Già dichiaravo che da grande avrei voluto fare quello.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Ho sempre cercato di non legarmi a un genere o a un autore in particolare, ma di frequentare di tutto, il più possibile, per ampliare il background e avere le idee più chiare su cosa sono in grado o meno di gestire.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Dopo anni di selezioni a tema, non vedevo l’ora di cimentarmi a briglia sciolta in un mainstream. A seguito di un concerto dei Duran Duran mancato, ho cominciato a valutare l’idea di un romanzo di formazione generazionale che andasse ad attraversare due epoche apparentemente diverse fra loro come gli spumeggianti anni ’80 e l’attuale crisi economica. I Duran Duran erano un simbolo ideale: tutti erano convinti che non valessero niente, che fossero solo un fenomeno superficiale e passeggero, e che non sarebbero ‘durati’, e invece sono rimasti a galla molto meglio di altri. Si sente tanto parlare di giovani e anziani, che in definitiva vengono poi agevolati da qualche legge, ma c’è in mezzo un’intera generazione ormai al macero, soprattutto donne, che nessuno ha mai agevolato (anzi, solo illuso, negli ‘spumeggianti’ di cui sopra) e che nessuno agevolerà più, e non se ne parla mai, se non come ‘mammoni’ (facile, col deretano ben piantato sulla poltrona). Volevo dar voce a tutto questo, mantenendo però anche una visuale ottimista nei confronti di ciò che noi stessi possiamo ottenere se davvero vogliamo rimanere a galla. E, quando parli di vita comune, i documenti sono le persone, le chiacchiere, i ricordi e i confronti.

D: I personaggi che crei da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: I personaggi nascono sempre in funzione della storia, dell’idea. Il processo contrario porta a strutture banali, per quanto uno si sforzi con l’introspezione. Io parto dall’idea e intorno a questa seleziono il ‘cast’ che mi occorre. Cerco sempre di evitare l’immedesimazione, perché porta al patetico e all’enfatico, ma se qualcosa dell’autore, anche inconsciamente, è sempre presente un po’ in tutti i personaggi, io mi sforzo semmai di fare in modo che anche i lettori riescano a trovare parti di sé o nell’uno o nell’altro. In questo caso, l’altro rischio è quello di scivolare nel banco del gelataio, con profili per tutti i gusti che si riducono alla macchietta, dunque è necessario un grosso lavoro di caratterizzazione, di aumento dello spessore, della definizione del chiaroscuro, motivo per cui lavoro tanto su tutti e alla fine mi affeziono a tutti.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Dipende dallo scritto. Se intendi quest’ultimo romanzo il messaggio sta tutto nel brano dei Duran Duran del 2011 ”All you need is now”: non dimenticare le suggestioni del passato, ma svegliati nel presente per ottenere ciò che vuoi!

D: Che cosa ti piacerebbe fare da grande? Progetti per il futuro?
R: Un nuovo romanzo con Fabbri che dovrebbe uscire nel 2014, ma è ancora tutto top secret!