giovedì 18 luglio 2013

Intervista a Marcello Affuso e Jessica Mastroianni


Marcello: “L’elefante nella stanza” (incluso nella raccolta di racconti “Melodia letteraria”, Il violino Edizioni)

Jessica:E come limite…le Stelle!”, secondo posto concorso Trifolium 2009, Caravaggio Editore; varianti dell'opera sono state pubblicate dall’associazione culturale 150strade e dalla casa editrice Unibook; “Loro sono morti perché noi non eravamo vivi abbastanza” è tra i venti racconti selezionati per il Premio Antonio Landieri, vittima di mafia; “Verrà l’amore e non avrà i tuoi occhi” inserita nella Rivista Orizzonti, Aletti Editore; “L’altro lato della Luna”, terzo posto concorso Trifolium 2010, Caravaggio Editore; alcuni aforismi sono inclusi nella raccolta “Come un granello di sabbia” di PensieriParole;
“Ogni tua attesa” selezionata dalla Aletti Editore per “luoghi di parole”.

www.sincronizzailbattito.com




Il romanzo: A un passo da te – Sincronizza il battito!



Un romanzo scritto a distanza da due sconosciuti.

Lo stridere delle ruote sull’asfalto scivoloso. La pioggia che cade incessantemente. Buio. Silenzio. L’inizio e la fine si confondono nella stessa notte. È trascorso un anno da allora e gli echi del passato continuano a risuonare imperterriti. Gli esami di maturità sono appena terminati per Cristian e Valentina.
Due storie parallele, le loro vite, unite da un assurdo e beffardo destino, i cui fili si sfiorano costantemente senza toccarsi mai davvero. Si accarezzano, si cercano, si perdono, ma non s’incontrano. Non ancora, è troppo presto…e loro potrebbero non essere pronti. Lui gioca con le proprie illusioni per non cadere nel pozzo senza fondo della realtà. La traveste da fantasia per avere la meglio e non farsi schiacciare. Lei, invece, è una sognatrice con i piedi per terra ma in perenne bilico. Finge di avere una forza che non ha per non soffocare nella solitudine. Quella solitudine imposta dal mondo per chi non ha abbastanza coraggio di farsi strada da sé. Li aspetta un lungo viaggio attraverso i confini della ragione e, solo una volta vinta l’estenuante battaglia contro il nemico più terrificante che esista, la mente umana, potranno finalmente respirare aria pura e godere di un brivido di felicità.

CASA EDITRICE: Linee Infinite Edizioni( http://www.lineeinfinite.net/portal/index.php)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011
GENERE: psicologico - adolescenziale
PAGINE: 224
PREZZO: 12 euro

http://www.inmondadori.it/passo-da-te-Sincronizza-Jessica-Mastroianni-Marcello-Affuso/eai978886247072/ (cartaceo)

http://www.amazon.it/A-passo-te-ebook/dp/B00AUK8DV8/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1373380214&sr=1-1&keywords=a+un+passo+da+te (ebook)



E ora, le nostre "terribili" domande…

 
D: Benvenuti ad Autori Sul We
b! Vi va di parlaci un po’ di voi in generale?


M: Sono un ragazzo napoletano di 24 anni abbastanza tranquillo nella mia
poliedricità. Sono sempre in bilico tra pigrizia e iperattività, entusiasmo e apatia. Amo ascoltare, raccontare e fantasticare con i piedi saldi al suolo e la testa tra le nuvole. Mi piace condividere la bellezza con chi mi sta accanto e mi
vuole bene.

J: Ho 23 anni e sono di Lamezia Terme. Della mia Calabria porto addosso il
carattere solare anche quando sono immersa nella nebbia del nord. Vivo,
infatti, da qualche anno a Ferrara, città in cui studio Giurisprudenza. Non
sono capace di descrivermi, direi tutto e niente, ma molto di me si capisce
attraverso le mie righe.
 

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la vostra passione per la scrittura?

M: La scrittura nasce da quell’urlo strozzato in gola che non riuscivo a far uscire. Negli anni in cui ero adolescente nasceva la blogsfera e questo mi ha spinto a impugnare la tastiera e mettermi in gioco negli unici panni in cui mi sentivo a mio agio.

J: E’ nata prima la passione per la lettura, ma presto ha iniziato a non bastarmi più. Era meraviglioso perdersi in pagine che sembrava sapessero tutto di me, che mi scavavano dentro, nonostante fossero state scritte da sconosciuti, ma sentivo comunque la necessità di qualcosa di più mio. Così ho iniziato a sperimentare: si trattava di una sorta di diario in cui, senza accorgermene, romanzavo le vicende raccontate e sprigionavo la fantasia. Poi un bel giorno ho scoperto l’esistenza dei blog e ne ho aperto uno anch’io: è stato fantastico scoprire i primi lettori, ricevere suggerimenti, apprezzamenti, o anche soltanto vedere che tornavano a leggere i miei post ogni volta che ne pubblicavo uno nuovo. È stato uno di quei blogger a spronarmi a partecipare a qualche concorso letterario e poi un grande professore mi ha insegnato a crederci.

D: Quali generi o autori vi hanno più influenzato?

 
M: Mi hanno influenzato le vicende della mia vita, i film, la musica più che i generi letterari o autori specifici. Poi sicuramente si può riscontrare nel mio modo di scrivere l’influenza di tutti coloro in cui nel corso degli anni universitari e scolastici mi sono imbattuto.

J: Come ha già anticipato Marcello, ti influenza la vita: il tuo passato, per forza di cose, è un bagaglio prezioso, nel bene e nel male. Ti influenzano le emozioni che provi, i sogni che hai, le speranze che in qualche modo alimenti. Sicuramente gli studi classici mi hanno lasciato qualcosa dentro, che poi ho ritrovato in qualche frase qua e là frase o in un pensiero espresso anche quando il riferimento nasceva inconsciamente.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? 

 
M: L’idea nasce un po’ per caso, un po’ gioco. È il frutto della somma di due vite diverse, lontane, e che hanno deciso di confluire in questo nostro bizzarro esordio. Io e Jessica abbiamo scritto questo romanzo senza mai incontrarci di persona, a distanza e questo lo rende ancora più un orgoglio. Il lavoro di ricerca è stato un faticoso scavare dentro di noi, più che fuori.

J: È nato dall’esperienza. Dal nostro “incontro” un po’ particolare, in cui in minima parte abbiamo voluto far riflettere i protagonisti. Dall’ispirazione del momento e dall’incrocio un po’ assurdo delle nostre righe e vite che si intrecciavano regalandoci sempre qualcosa di nuovo, senza che andassimo noi a cercarlo.

D: I personaggi che ritraete da dove nascono? Che sentimenti provate per loro?

M: Cristian è il mio perfetto alter ego e per questo lo amo e lo odio come posso odiare il mio riflesso nello specchio.

J: Ogni personaggio credo rappresenti un po’ un aspetto diverso del mio carattere, sottolineato particolarmente, è vero. Ma tutti loro sono io. C’è chi ha un mio difetto che tanto detesto, a chi regalo più forza di quella che ho, a qualcuno suggerisco i miei sogni, a qualcun altro le mie debolezze. Quindi, per forza di cose, non posso che essere, in qualche modo, affezionata a ognuno di loro.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendete trasmettere al vostro (vasto) pubblico?

M: Il brivido dell’esserci per quanto, talvolta, nel pieno di difficoltà e fratture con il reale. Se la nostra storia può insegnare qualcosa è che “A un passo” da noi c’è davvero la possibilità di realizzare qualsiasi sogno, basta avere la testa dura abbastanza da crederci.

J: Sono tanti i messaggi che partono dal libro, ma anche dalla nostra storia personale. Spesso siamo così concentrati a guardare troppo oltre, che dimentichiamo di guardarci accanto e, tante volte, è lì che si nasconde la risposta a tutto. Dobbiamo credere in noi stessi e nei nostri sogni, perché se lo vogliamo davvero, tutto diventa possibile… e la paura non può fermarci, ma dobbiamo sfruttarla a nostro favore e farla diventare energia!

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?

M: Laurea e poi chissà. Mi inventerò qualcosa come ho sempre fatto, “io speriamo che me la cavo”

J: Per ora quello che più mi preme è la laurea in Giurisprudenza. Per quanto riguarda il resto, meglio non farli i progetti e non pensare troppo al domani, perché, quando meno te l’aspetti, la vita ti stupisce, magari con l’ispirazione, magari con qualche bella sorpresa o con chissà cos’altro, quindi voglio solo essere fiduciosa, il resto verrà da sé!

lunedì 15 luglio 2013

Intervista a Claudio Paganini



Ha pubblicato al momento tre libri: QUARTA DIMENSIONE nel 2007 con la casa editrice Gammarò, PANDEMIA nel 2012 con la 0111 Edizioni e 11 PICCOLE OMBRE nel 2013 con la 0111 Edizioni. Un altro romanzo I CUSTODI DEL DESTINO è attualmente al vaglio dell’editore. Come hobby, oltre allo scrivere e naturalmente al leggere c’è la musica e la cinefilia, specie per quanto riguarda film di fantascienza, fantasy e horror.




Il romanzo: 11 Piccole Ombre

C’è un mondo intorno a noi, impalpabile, il più delle volte invisibile, che ci avvolge e ci avviluppa in una sorta di eterea nebbia; ne abbiamo coscienza solo in rare occasioni o in posti particolari, ma sappiamo che esiste, anche se non riusciamo a spiegarcelo: un universo di sensazioni, premonizioni, episodi senza alcuna spiegazione razionale ma di una concretezza preoccupante. Chi vive esperienze di questo tipo raramente ne parla ma tutti, presto o tardi, siamo chiamati ad affrontarle cercando di vincere le nostre paure nei confronti dell’ignoto. Undici racconti aprono un piccolo spiraglio sul lato oscuro della nostra esistenza, una piccola finestra su fenomeni inspiegabili che non dovrebbero esistere, situazioni a volte paradossali che però ci fanno riflettere su cose all’apparenza senza significato, per comprendere meglio il meraviglioso disegno del creato.


CASA EDITRICE: 0111 edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Mystery
PAGINE: 156
PREZZO: € 14.50

Il libro è acquistabile a questo indirizzo: http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=553
Oppure è reperibile su Ibis, Amazon e tutti i maggiori distributori on line (nel formato digitale i racconti sono venduti separatamente)
Nelle maggiori librerie ordinandolo tramite codice ISBN: 978-88-6307-482-6




E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie dell’ospitalità e dell’opportunità che mi date; mi chiamo Claudio Paganini, sono nato a Genova il 10 settembre 1963 e risiedo a Chiavari una cittadina del levante ligure, in provincia di Genova. Di professione sono una guardia particolare giurata con la passione della lettura e della scrittura. Circa venti anni fa ho iniziato la stesura del mio primo libro “Quarta dimensione”, un sogno che è rimasto nel cassetto perché non pensavo che potesse essere d’interesse per qualcuno, fatta eccezione degli amici che, dopo averlo letto, mi hanno convinto a cercare un editore e così nel 2007 ho coronato il mio sogno, quando la casa editrice Gammarò l’ha pubblicato.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Direi che è la logica conseguenza della mia prima passione: la lettura. È una passione maturata subito dopo la scuola che ha assorbito ogni momento libero della mia vita post-scolastica fino a quando ho sentito la necessità di provare anch’io a mettere nero su bianco le mie idee, la mia fantasia. Nasce così il progetto di Quarta dimensione, un romanzo di fantascienza pura, sui viaggi nel tempo e poi tutti gli altri, cercando ogni volta di fare qualcosa di diverso, sia nel genere che nel modo di scrivere, quasi un mettersi ogni volta in gioco, cercando di fare qualcosa di sempre più difficile e variegato.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Le mie letture adolescenziali e la mia passione per i film mi hanno orientato da subito verso il genere fantascientifico, passando dal fantasy al catastrofico, dal genere “alieni” al paranormale. Ho passato anni a divorare letteralmente ogni libro che riuscivo a trovare della collana Urania (ne ho letto quasi mille) alternandoli ad autori come Stephen King, Isaac Asimov, Ray Bradbury, Arthur C. Clarke, Tolken, Howard Phillips Lovecraft, solo per citarne alcuni. Tutti gli autori che ho letto hanno lasciato qualcosa di loro nel mio modo di scrivere.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: I racconti brevi sono stati il secondo passo nella mia “carriera” di scrittore. Ho iniziato a scriverli subito dopo Quarta Dimensione, quando questo era solo un mio sogno segreto, e ho continuato nel tempo cercando di raccoglierli seguendo un filone abbastanza preciso: quello del paranormale e del surreale. Strada facendo, due di questi racconti hanno cominciato a vivere di vita propria, diventando rispettivamente Pandemia (pubblicato nel 2012) e I Custodi del Destino (ancora al vaglio). Gli altri, scritti nell’arco di più di vent’anni, sono diventati una raccolta di 11 racconti intitolata appunto 11 Piccole Ombre. Ogni romanzo ha alle spalle un lavoro di ricerca e di approfondimento, in modo che tutto risulti il più reale e credibile possibile; questi racconti non fanno eccezione, anche se, questa volta, la ricerca ha riguardato più l’ambientazione che gli argomenti veri e propri.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Il primo racconto “Accadde una notte” è totalmente autobiografico e racconta un’esperienza che ho vissuto in prima persona più di vent’anni fa; è quello che mi ha ispirato e convinto a scrivere poi tutte le altre storie. Poi ce n’è un altro, molto particolare, suggeritomi dal mio dentista che s’intitola “Una giornata davvero movimentata”, ma in genere i personaggi e le loro storie si materializzano all’improvviso nella mia mente nei momenti più disparati e lì rimangono fino a quando non li trasferisco sul foglio. Nel racconto “L’ascensore”, invece, è stato mio padre a ispirarmi la figura del coprotagonista, un gentile vecchietto, un po’ insolito. Il sentimento che provo per tutti i personaggi dei miei libri, di quest’ultimo in particolare, è di grande affetto; mi emoziono ogni volta che rileggo i racconti perché c’è molto sentimento, molta nostalgia, un bisogno enorme di dare e ricevere affetto e comprensione, una speranza che non tutto è perduto nel momento triste del trapasso ma è solo il termine di una fase dell’esistenza, come quando si finisce di leggere un capitolo e si volta pagina per cominciarne uno nuovo

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Come detto prima, ogni mio libro è un capitolo a sé della mia esperienza di scrittore; cerco sempre di affrontare nuovi argomenti, nuove sfide, per mettermi ogni volta alla prova e, allo stesso tempo, cercare di essere il più completo possibile. Il filo conduttore è certamente la fantasia, dalla fantascienza al fantasy fino ad arrivare all’avventura, all’esoterismo, il tutto condito da una gamma di emozioni sempre più forti, coinvolgenti, che tengano il lettore inchiodato alle pagine del mio libro fino all’ultima pagina, in un crescendo di sensazioni quali l’ansia, il desiderio di scoprire, l’empatia dell’immedesimarsi nel protagonista tanto da percepirne le emozioni e i sentimenti. Questo è quello che cerco di trasmettere: la voglia e la necessità di immedesimarsi con quello che si sta leggendo e, parlando con molti di coloro che hanno letto tutti i miei libri, il riscontro non solo è molto positivo ma certamente lusinghiero

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Ho voluto affrontare un’altra sfida che mi ero imposto: scrivere una saga o una trilogia affrontando un argomento difficile e impegnativo quale l’esoterismo nelle sue varie forme, cercando il modo di intrecciarle e confrontarle in un contesto estremo come la lotta tra il bene e il male, il tutto complicato dal contesto storico in cui è ambientato, le colonie americane alla fine del 1600. Se aggiungiamo anche il nome di un luogo dove si svolge la vicenda, Salem nel Massachusets, il quadro dell’ambientazione è completo. Ho gia scritto due dei tre libri componenti la trilogia mentre il terzo è ormai in via di completamento, un’opera che conta più di seicento pagine e non è ancora finita. Per il futuro non ho previsioni particolari; sicuramente continuerò a scrivere e, possibilmente, a pubblicare i miei libri, cercando ogni volta argomenti e ambientazioni nuove per cercare di stupire e deliziare sempre di più chi vorrà leggermi.

martedì 9 luglio 2013

Intervista a Salvatore Scarciglia



Salvatore Scarciglia nasce a Torino nel lontano 1972 da genitori emigrati al nord in cerca di lavoro. Madre sarta e padre operaio, riesce a lauearsi nel capoluogo piemontese in discipline scientifiche. Il cuore lo porta poi a Pavia dove risiede per alcuni anni.
Nel giugno 2002, all’età di trent’anni, Salvatore sposa la ragazza che ha sempre amato e con lei si trasferisce a Milano dove, nel dicembre 2003, diventa padre di due fantastici bambini.
Dalla primavera del 2005 risiede in provincia di Milano dove vive con la propria famiglia. Qui Salvatore fa il papà, lavora, legge e, nelle notti insonni, prova a mettere nero su bianco i propri pensieri nella speranza che qualcuno, leggendoli, riesca a capire di lui più di quanto egli stesso non voglia ammettere.

Sito web dell’autore : http://www.sscarciglia.it/


Il romanzo: Le verità altrui


Il protagonista di questa storia è un uomo condannato alla verità. Un passato angosciante lo ha traumatizzato al punto da renderlo speciale, dolorosamente unico. Un individuo che vive l'intimità dei propri incubi e che si trova costretto a fare i conti con il mondo che lo circonda e le sue richieste. Un essere che, inspiegabilmente, conosce le risposte a tutte le domande che gli vengono poste e che paga fisicamente le verità nascoste. Una storia di dolore, di rivelazioni e di amore. 
Alla fine, l'unica domanda che ci spaventa è: siamo pronti per la verità?



CASA EDITRICE: 0111 Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: thriller
PAGINE: 132
PREZZO: 14,00 €

Dal 23 luglio chi intende acquistare il libro può farlo dal sito www.labandadelbook.it. In alternativa, i libri possono essere acquistati su IBS, Unilibro, Bol, o in qualunque libreria nazionale (eventualmente su ordinazione)


E ora, le nostre domande…


D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie dell'accoglienza e dell'opportunità che offri a chi, come me, ha davvero poche occasioni per far conoscere il proprio lavoro, anche se per ora si tratta solo di una grande passione. Devo ammettere che fino alla prima adolescenza non sono stato un gran lettore, anzi per diversi motivi non mi appassionavano neanche i fumetti. La svolta che ha segnato culturalmente tutta la mia vita c'è stata alle scuole superiori quando un'insegnante di italiano, un po' fuori dagli schemi e contro corrente, mi ha cortesemente obbligato a leggere Hemingway, Rousseau e Pasolini, letture sicuramente non facili ma di grande impatto formativo. Da quel momento non ho più smesso di leggere e se ho scoperto e divorato autori come Dostojevski, Proust, Celine e Miller lo devo ancora a quell'insegnante testarda e illusa che vedeva nei suoi studenti fertili orticelli in cui piantare semi di saggezza.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: La passione per la scrittura è come l'allergia. Tutti siamo allergici a qualcosa ma la malattia non si manifesta finchè non incontriamo il fattore scatenante. Scrivere è, per me, la naturale conseguenza del leggere. Mi affascinano quegli autori che sanno scavare le intimità più profonde dell'uomo, che ne sanno descrivere le paure e le debolezze, coinvolgendo il lettore in emozioni forti e intense. In generale sono attirato dagli esseri umani e dalle loro incoerenze. 

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: E' difficile identificare un genere o un singolo autore come fonte d'ispirazione, anche se devo ammettere che tra tutti quelli che hanno scandito la mia crescita culturale il narratore di Raskolinkov rappresenta per me un punto di riferimento assoluto. Comunque, indipendenemente dal genere cui appartengono, adoro gli autori brillanti, ottimisticamente cinici e sinceri, ovvero quelli che stimolano la creatività del lettore con argomentazioni pungenti e mai scontate. In definitiva amo l'intelligenza umana in ogni sua forma.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L'idea di base è semplice e quindi complicata da stendere. Nasce da situazioni reali che ognuno di noi vive quotidianamente nel rapporto con gli altri e si concentra sul concetto di verità. La verità come strumento di rivelazione assoluto ma anche di dolore. Quante volte infatti ci capita di “aggiustare” la verità magari per nostro tornaconto o per non urtare i sentimenti di chi ci ascolta. Non si tratta di menzogna completa, ma di parziale verità, che alla fine rappresentano però la stessa faccia di una falsa moneta. L'ambiguità potrebbe scomparire solo se ognuno di noi fosse obbligato a raccontare la sua verità, che deve essere la verità di tutti, assoluta, senza filtri né inganni. E' quello che succede al protagonista del romanzo, che ha questo dono ma anche la dannazione di non poterlo controllare, a patto di subirne indicibili dolori fisici.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: I miei personaggi sono figli della storia, non la creano ma la subiscono. Sono il frutto dei miei incubi e come tali non posso che amarli dal primo all'ultimo. Vivono in lotta prima di tutto con se stessi, e ignorano il fatto di andare tutti lentamente nella stessa direzione. In ognuno di loro c'è una parte di me e una parte di ciò che io non vorrei essere o diventare.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Prima di tutto mi piacerebbe avere un pubblico, anche se poi a pensarci bene non saprei con precisione che messaggio trasferirgli. Ho sempre detestato quegli autori che usano le proprie opere per trasmettere esplicitamente lezioni di vita, aforismi che restino impressi nella mente del lettore come insegnamenti assoluti. Detesto i maestri ma stimo gli educatori. Non ho niente da insegnare a nessuno, mi piacerebbe solo che qualcuno leggesse le mie storie e me le raccontasse dal suo punto di vista. Ho l'ambizione che un giorno i miei figli, leggendo tra le righe dei miei romanzi, capiscano qualcosa di me che non sono stato in grado di trasmettergli direttamente.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Progetti per il futuro? Scrivere, leggere, fare il papà, osservare le persone che mi circondano, ascoltarle, contemplare i momenti irripetibili della mia vita, ricordare, essere ottimista, prendere appunti e poi ancora scrivere, leggere e fare il papà.