venerdì 27 settembre 2013

Intervista a Marco Baggi



Marco Baggi è un giovane scrittore bergamasco, autore dei romanzi storici “La fuga dei vinti” e “Vertigine”, editi dalla 0111 edizioni. Laureato in Storia, ha introdotto questa sua passione per il passato nell’illustrazione e soprattutto nella scrittura, due elementi importanti all’interno dei suoi interessi. Come illustratore ha curato alcune importanti collaborazioni per associazioni e pubblicazioni, mentre nella veste di scrittore sta portando avanti la serie dedicata alle vicende del tenente Martini, giunta con “Vertigine” al suo secondo capitolo. E' membro attivo dell’Associazione Storica Cimeetrincee, nata per divulgare la memoria della Grande Guerra, e il gruppo modellistico Picchiatelli, con il quale realizza modelli in scala per mostre e concorsi.



Il romanzo: Vertigine (secondo episodio della vita del tenente Martini)

Novembre 1917, fiume Piave. Il tenente Martini è sopravvissuto alla ritirata di Caporetto, ma non alle atroci sofferenze che essa ha lasciato nel suo animo. Disgustato dalla guerra, è disposto perfino a tramutarsi in un traditore e rinnegare così il giuramento di ufficiale, pur di tornare a casa e riabbracciare i propri cari. Con un’Italia apparentemente allo sbando, pronta a cadere sotto i colpi di maglio dell’offensiva austro-tedesca, capirà ben presto che non può fuggire di fronte alla guerra, se vorrà sconfiggerla ancora una volta e salvare la sua bella Venezia.
Inviso da superiori capaci soltanto di mandare al macello i loro uomini, una volta al fronte sarà costretto a guidare un’intera compagnia di soldati in una missione impossibile, nel tentativo di fermare il folle piano di un disertore italiano. Il giovane, straziato da terribili rimorsi e speranze spezzate, guiderà quegli uomini con il disperato coraggio di chi non ha più nulla da perdere, deciso a rincorrere la propria fine. O forse l’inizio di una nuova esistenza.

CASA EDITRICE: Zerounoundici Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Romanzo Storico
PAGINE: 176
PREZZO: 15 Euro

Il romanzo è ordinabile in qualsiasi libreria e negli store on-line, o sul sito dell'editore: http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=581


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie mille dell’invito. Sono un giovane precario come tanti altri in Italia, armato di grandi sogni e speranze che spero un giorno di vedere esaudite. Oltre alla scrittura, porto avanti diverse altre passioni, le quali riescono a tenere occupato il mio già poco tempo libero. Mi piace tenermi in movimento, insomma.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: La passione per la scrittura è nata quasi per caso sui banchi di scuola durate la terza media, anche se già in precedenza maestri o professori avevano intuito questa mia predilezione. In quel periodo scrissi il mio primo romanzo, una sorta di testo fantascientifico ispirato a un film di tale genere. Dopo questa primissima esperienza, non mi sono più fermato.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Mi hanno certamente influenzato alcuni scrittori importanti come Mario Rigoni Stern, Bernard Cornwell e Valerio Massimo Manfredi. Ho sempre apprezzato molto il loro modo di raccontare gli eventi storici, reali o romanzati che fossero.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea di dedicare una serie di romanzi al personaggio del tenente Martini è nata ai tempi dell’università, quando meditavo di mettere su carta le diverse idee letterarie che mi “ronzavano” per la testa. E’ stato anche un modo per riaccendere l’attenzione sul primo conflitto mondiale, una guerra terribile capace di sconvolgere l’equilibrio dell’intera Europa e non solo.
Ambientando il narrato in un preciso contesto storico, ho dovuto compiere diverse ricerche, sia sulle unità descritte nel romanzo, che su avvenimenti ed equipaggiamenti dei soldati. Il tutto per tentare di evitare grossolani errori storici.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Parte dei personaggi sono realmente esistiti, mentre altri, come il protagonista, sono ovviamente frutto della mia fantasia e adattati alle vicende storiche. Sono essenzialmente uomini, mossi come tutti noi da emozioni forti e spesso contrastanti fra loro. Il tenente Martini, per esempio, è un giovane diviso fra il senso del dovere e il desiderio di fuggire dalla guerra per riabbracciare i propri cari, in una scia emotiva che spesso gli causerà non pochi problemi.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Il messaggio principale che traspare fra le righe di Vertigine è la condanna assoluta della guerra, troppo spesso compagna della storia umana. Allo stesso tempo provo anche a raccontare le emozioni vissute da quei combattenti, che nonostante la brutalità di un conflitto mondiale, hanno sempre fatto il proprio dovere e sono morti. Un piccolo omaggio alla loro memoria, per non dimenticare mai le loro sofferenze.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: In questo periodo sto ultimando la stesura del terzo romanzo dedicato alla saga del tenente Martini, per poi lasciare spazio al lungo lavoro di revisione. Ho altri progetti legati a diversi generi letterari in mente, che spero di poter realizzare in futuro, impegni permettendo. Senza ovviamente dimenticare il protagonista di Vertigine, di cui vorrei raccontare ancora le gesta.

lunedì 23 settembre 2013

Intervista a Lorenzo Calanchini


Oltre a “Il viaggio di Alyehl” ha pubblicato all’interno di “365 storie d’amore” e “365 racconti di Natale” di Delos Books. Il racconto per infanzia “La ricerca dello gnomo” ha vinto il concorso indetto dall’associazione universitaria Aperta_Mente di Bologna nell’anno 2002 ed è stato adattato per rappresentazioni teatrali. A parte la scrittura, altre grandi passioni culturali sono l'architettura e la musica; in senso sportivo le arti marziali e il calcio. Sposato e con due figli, cerca di districarsi nei meandri sempre più complessi del suo studio di progettazione architettonica e ingegneristica.


Il romanzo: Il Viaggio di Alyehl

Sulla scia di un’antica profezia, la Mezzelfa Alyehl sarà costretta ad abbandonare la sua vita tranquilla nella città di Lyssha per intraprendere un viaggio contro il tempo e recuperare la Pietra del Potere, oggetto di origine divina, prima che venga utilizzato da mani sbagliate.
Mentre la guerra tra il Granducato di Vlassna e gli eserciti alleati dei Territori del Nord-Ovest e degli Elfi di Ondover incombe sempre più vicina, Alyehl dovrà recarsi nella tana del nemico, accompagnata da nuovi e talvolta misteriosi compagni.
Amicizia, amore e sacrificio personale diventeranno le armi con cui la giovane Mezzelfa potrà affrontare il suo destino, spostando l’ago della bilancia per la sorte del suo mondo e diventando una pedina preziosa in uno scontro che va al di là della sua stessa immaginazione...  

CASA EDITRICE: Linee Infinite Edizioni http://www.lineeinfinite.net
ANNO   : 2013
GENERE: Fantasy (trilogia)
PAGINE: 638
PREZZO: 15,00 €

Il libro è ordinabile nelle librerie e su Internet o chiedendo all'autore via Facebook.


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlarci un po’ di te in generale?
R: Grazie dell’accoglienza! Umh, che dire di me? Ho 30 anni, una famiglia con due figli, un lavoro in proprio come architetto e ingegnere. Fin qui la parte “normale”. Ora quella “strana ma vera”: mi sento un creativo a 360 gradi, amo il 90% delle cose che “fanno cultura”, amo viaggiare e sono terribilmente curioso. Detesto le chiacchiere futili e il pettegolezzo da paese, detesto l’ipocrisia e lo scarso impegno. Sono terribilmente severo e di fondo positivo. Qualche contraddizione? Beh, dai, non importa!

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Nasce con me, come per quasi tutti gli “scrittori”. Potrei tediare tutti voi snocciolando tutte le favolette che ho scritto fin da bambino…la verità è che ho sempre avuto delle ambizioni, ma la costanza per dedicarmi alla scrittura in modo “serio” l’ho trovata solo a partire da questo romanzo, che ho subito preso con passione e con la dedizione che meritava in qualità di vero “progetto editoriale”.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Ho ritenuto di amare da sempre il fantasy classico in modo viscerale, ma a ben vedere sono piuttosto radicato nella letteratura classica ottocentesca. Non ho riferimenti precisi tra gli autori, ma posso citare con poca inventiva Tolkien (molto presente in questo mio romanzo), così come Ende o per altri versi Stendhal e i francesi classici.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Sì, nella mia testa. E’ un romanzo che nasce soprattutto dalla volontà di dar corpo a un viaggio, con descrizioni evocative, un po’ sulla scia dell’epica più ancora che del fantasy. Mi interessano testi come “Odissea”. La fantasia è il regno a cui ho attinto principalmente, con il notevole retaggio derivato dalle letture passate.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nascono da me e quindi sono loro affezionato. C’è perfino un personaggio che ho pensato un po’ come mio alter-ego… Ma si tratta di affetto, non di amore morboso: hanno la loro autonomia.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Che deve essere ancora capace di sognare! Che è bello lasciarsi trasportare sulle ali della fantasia (con giusta moderazione) per poter colorare una realtà che talvolta ci appare un po’ grigia!

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Altri romanzi, di cui uno (“Le Fate di Serenaria”) è già completo e aspetta solo l’ultimissima revisione. Spero possa uscire nel 2014. Tra i vari romanzi in corso c’è anche un 4 mani su cui ho parecchie aspettative. Grazie per lo spazio concessomi!

lunedì 16 settembre 2013

Intervista a Salvo Andrea Figura



Nato nel '51 a Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, Salvo Figura è medico anestesista rianimatore. Ha pubblicato: "Eravamo Corinzi: Storia romanzata della fondazione di Akrai" per "La Biblioteca di Babele", e “Pubblicità subliminale”, insieme a "Storia della Scoperta della D(h)emocrazia" e, per Delos Book, tre racconti nelle antologie "365 racconti horror per un anno"  "365 racconti per la fine del mondo" e “365 Storie d’amore”. Ha collaborato con la rivista Writers Magazine Italia e con i giornali "Ondaiblea.it", "Rosebud.com", "Il Corriere degli Iblei" e "Il Dialogo". Selezionato al concorso Giallo Mondadori-Radio24 con il racconto "Asparago siculo" (Gennaio 2013) e sempre per i Gialli Mondadori (3077) "La neve di Piazza del Campo". Premiato al XXX e XXXI Premio Lilt di Parma per Medici scrittori, e al Premio Nazionale di narrativa AlberoAndronico di Roma IV e V edizione. Selezionato per l’Antologia “Terre di confine - Medici senza frontiere”. È stato selezionatore in pregiuria al “XXXIX Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2012”.

http://www.legofemi.blogspot.com




Il romanzo: Eravamo Corinzi


Come Roma ebbe in Romolo la sua leggenda di fondazione, e Cartagine in Didone (“Ti darò una terra che sia compresa dentro la pelle di un toro… e lei tagliò quella pelle in striscioline così sottili che creò migliaia di metri quadrati di terra), così, circa dieci anni fa mi piacque immaginare per il mio paese natale, Palazzolo Acreide, antica e gloriosa Akrai, una delle pochissime città a possedere un teatro greco, mi piacque immaginare, dicevo, una leggenda di fondazione. E così come nessuno storico metterebbe la mano sul fuoco sulla fondazione reale di Roma, anch’io “gioco” sull’equivoco dell’ecista che parte da Corinto per dar vita a una cittadina gloriosa che resiste dal 664 a.C. al 212 (epoca della presa di Siracusa da parte di Roma), in piena e totale autonomia. Perché così fatte erano le colonie greche. Figlie adorate e poi autonome e spesso ribelli. E perché la fonda? Per dare un futuro migliore ai propri figli, in una Patria affamata di cereali e per seminare colture e pensieri, al ritmo dei giochi di Olimpia, in un panorama mozzafiato.


CASA EDITRICE: La Biblioteca di Babele - Ragusa www.labibliotecadibabele.net
ANNO : 2005
GENERE: Storico
PAGINE: 71
PREZZO: 5€


Il libro è ordinabile presso l'editore.


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Certo che mi va, te l’ho chiesto di proposito. No… non per pubblicizzarmi. Va be’ dai, chi mi conosce sa che sono modesto anche se non riesco a scrollarmi di dosso due immagini: quella del polemico e quella del narciso. Non so come siano nate, o meglio, lo so ma non riesco a venirne fuori. Non sono polemico nel senso negativo del termine, sono testardo e se ritengo che un'idea sia giusta la difendo fino alla dimostrazione del contrario. In tal caso però chiedo scusa, rivedo l'idea e tutto finisce lì. Insomma la dialettica e la vis polemica non mi mancano. Del resto ho sangue Corinzio nelle vene. Il mio paese di nascita è Palazzolo Acreide, come avete letto, 664 a.C. antica Akrai. Si sa quanto i greci (di cui amo perdutamente la storia antica) fossero filosofi, sofisti e gran chiacchieroni. Sul narcisismo, “accusa” rivoltami da qualcuno… a chi non piace essere pubblicato e nominato? E allora facciamo il paio con la vis polemica: chi non difende le proprie idee? Se chi si interfaccia con me parte da questi principi, cadono le nomee e i preconcetti.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Nasce con me. A scuola dicevano che ero bravo in Italiano e per un siciliano è già una conquista. Perché? Perché la nostra lingua (non dialetto) tende a farci sbagliare i congiuntivi, il futuro (che non esiste) e tutta una sintassi mezzo latina, mezzo greca con costruzione arcaica. Il verbo da noi va alla fine del periodo… ma sarebbe troppo lungo parlarne. Scrivo però “sul serio” da circa otto anni, con la mia “Eravamo Corinzi” opera prima di una lunga serie di racconti (90) più o meno lunghi e due antologie nel cassetto: due raccolte romanzate di episodi reali dei miei 35 anni di medico anestesista rianimatore. In realtà le ho auto pubblicate su lulu.com ma come dice Franco Forte, le auto pubblicazioni non fanno testo nella biografia, perciò non ne faccio pubblicità. Non le rinnego; idee e stile sono buoni, ma la tecnica…

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Tantissimi e di tutti i generi letterari, poesia compresa. Adoro Leopardi, Cardarelli, D’Annunzio e poi Omero, sì proprio lui, anche in versione greca (per alcuni passi), e poi Buzzati, poco Calvino, meno Eco, moltissimo Valerio Massimo Manfredi (sopra tutti), ora che lo conosco, anche Franco Forte… Insomma, come i bombi cerco di suggere di fiore in fiore il meglio. E poi A.C. Clarke, Dick e tutta la SF, con un autore italiano che adoro: Luca Masali. Posso citare anche te? Scrivi benissimo e spesso cerco di catturare qualche tuo passaggio.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Per quello in preparazione, come per l’altro che spero rientri nei selezionati di Franco Forte per affiancarsi a Romanzieri storici (mi riferisco al contest della WMI “Nel segno dell’Untore) le idee vengono come i fiori o le piante selvatiche. Vola un seme partito chissà da dove (Platone diceva dall’iperuranio) e si impianta nel mio cervello, e non va via finchè non ho almeno preso un mini appunto dell’idea. Poi lo sviluppo è lavoro di grande fatica. Ho studiato a fondo la storia greca antica, dalla nascita alla caduta sotto Roma. Ma questo, fin dal Liceo e tra l’altro vivo in un’isola che i “suoi” greci li ha avuti, eccome! Ora porto avanti ricerche storiche sulla Roma e la Palestina del periodo che va dal 30 d.C. in poi e anche per il romanzo su Pilato e sulla Sicilia del 1548 per lo storico romanzato francofortiano.
Ho scomodato ogni biblioteca fosse a portata di internet, per avere copie, prestiti interbibliotecari e quant’altro. Ho scomodato l’Archivio segreto del Vaticano (trovando una collaborazione straordinaria), l'IGM (Istituto geografico militare) per avere delle mappe del territorio siciliano del 1600 e devo dire che ho trovato davvero tutto quello che mi occorreva. Anche gli archivi Arcivescovili che sono fonti inesauribili di notizie storico-popolari e casualmente mi sono imbattuto nella registrazione di un decesso “spontaneo” del 1776 che non mi ha convinto affatto. Per me è un omicidio.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Ho cercato, cerco e cercherò di mettere a frutto gli insegnamenti di Vincenzo Vizzini, mio primo insegnante di scrittura e di Franco Forte. I personaggi nascono dal nome! Nel primo Giallo “Asparago siculo” il personaggio di Minicu ‘u ruossu nacque dalla mia sicilianità, usa ad accostare al nome o al suo diminutivo, una caratteristica fisica che poi lo marchia. Nascono dall’osservazione quotidiana, dal mio background professionale e perciò si crea empatia tra me e loro. Vivono di vita propria! E quando al corso mi si diceva che sono dei personaggi vivi, non pensavo potesse essere vero. Invece…
E comunque cerco sempre di calarmi nell’epoca e nei loro pensieri. Ecco perché eviterò in futuro di portare avanti più progetti insieme, perché entrare in un’epoca e scriverne e poi uscire per entrare un un’altra è davvero faticoso.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Le emozioni che provo quando scrivo. Anche la mia perenne insoddisfazione. Voglio dire che non sono un perfezionista, ma la mia insoddisfazione parte dalle mille cose che avrei voluto fare nella vita e non ne ho avuto il tempo e ho solo questa vita. Non lancio messaggi, non credo di essere la persona giusta, cerco solo di far capire, io per primo, che stiamo distruggendo un mondo che non è della nostra generazione ma di quelle che verranno e se ci malediranno, avranno ragione da vendere. Questo sì che spesso viene fuori in alcuni miei racconti.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Scrivere! Ho smesso di lavorare come Medico e la scrittura è la mia seconda vita e la seconda giovinezza. Profondo in essa tutte le mie energie e dunque mi propongo di scrivere finché avrò lucidità; finché mister Alzheimer o qualche suo compagnetto di merenda mi lasceranno in pace e poi nella prossima vita vedremo cosa riuscirò a fare. Il pianista, sogno mai realizzato, il pittore, il guardiano di un faro nei mari del Nord! Dico davvero…

mercoledì 11 settembre 2013

Intervista a Simone Giovagnoli (R.C. Hammers)



Simone Giovagnoli, giovane scrittore sammarinese, pubblica il suo primo romanzo “L’ultimo vampiro”, nel 2013, sotto lo pseudonimo R.C. Hammers. La passione per il fantasy e la fantascienza vede le sue radici nella prima infanzia ma l’intenzione di alimentarle con una propria opera originale nasce solo dopo diversi studi di fisica e informatica – per quanto riguarda la fantascienza – e di storia e letteratura – per quanto concerne il fantasy.

Simone Giovagnoli scrive frequentemente sul proprio blog www.rchammers.it e sul sito di videogiochi www.recensopoli.it.


Il romanzo:  L’ultimo vampiro  

Discendenti diretti dell’inventore della “Lama di Ruthner”, Simon e Jeremy, ancora ragazzini, vengono iniziati dal padre al mestiere di ammazza vampiri. La morte del genitore legherà le loro vite a quelle delle creature della notte, nel tentativo di portare a compimento il grande progetto di eliminare tutti i vampiri. La loro missione terminerà in maniera imprevedibile e drammatica, trasportando i protagonisti in un posto al di là del tempo e dello spazio, tra misticismo e fantascienza, alla scoperta di qualcosa di molto più grande di loro.

CASA EDITRICE: 0111Edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO: 2013
GENERE: Collana LaNera
PAGINE: 174
PREZZO: 15,00€


Il libro è ordinabile in tutte le librerie, subito disponibile su www.ibs.it o http://www.labandadelbook.it e acquistabile in formato eBook su Apple Store


E ora, le nostre domande…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie per l’opportunità. Mi chiamo Simone Giovagnoli e abito a San Marino la più antica Repubblica del mondo, un paese dove in soli 62 kmq si passa dai più moderni palazzi tecnologici ad un centro storico medievale che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Probabilmente, in piccola parte, il mio interesse verso il fantasy e la fantascienza deriva dall’ambiente che ogni giorno mi circonda.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: A scuola il “tema d’italiano” era indubbiamente il compito in classe che meno mi impensieriva. La sfida stava principalmente sul come raccontare la propria storia: quali parole usare, quale stile. Scrivere è qualcosa che mi risulta semplice, piacevole e (quasi sempre) gratificante.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Le mie letture preferite sono saggi, manuali e libri storici. Tendenzialmente prediligo letture sulla fisica, sul misticismo, sulle religioni e sul paranormale – temi che hanno in comune molto più di quel che appare. Ho letto anche molti romanzi - spesso solo come puro intrattenimento, altre volte come esercizio di stile queneauiano - ma, purtroppo, temo che anche il migliore dei romanzi non possa essere in grado di trasmetterti la stessa quantità di informazioni che un manuale ben scritto riesce a fare.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L’idea nasce per gioco. Un giorno mi son detto “voglio scrivere qualcosa su un tema di cui non so assolutamente nulla”. Di vampiri non sapevo nulla, e ancora non era scoppiata la moda dei vampiri “stracciamutande” imposta dal fenomeno Twilight. Ho cominciato a documentarmi partendo dalle origini, godendomi romanzi, film, documentari e videogiochi incentrati sui “succhiasangue”. L’aggiunta di fantascienza nel racconto, visto il mio background, non poteva essere evitata.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nel romanzo i protagonisti si chiamano Simon e Jeremy, nomi che richiamano facilmente me e mio fratello. Tuttavia ogni personaggio ha origini variegate, a metà tra il mio vissuto e quello di persone o personaggi che ho conosciuto nel tempo.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Vorrei poter dire di aver inventato qualcosa di nuovo o di aver proposto una storia nuova, ma questo sta al lettore deciderlo. Quello che ho scritto, nelle parti dove meglio riuscivo, ha origini archetipiche, quindi nasce dal basso e credo che nella sua semplicità abbia raggiunto il proprio obiettivo a livello comunicativo.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Ci sono molte idee per un seguito, e altrettante per un racconto fantasy più classico, ma ne riparleremo quando avrò tra le mani qualcosa di concreto. Per adesso continuo a considerare la scrittura una passione. Temo che se diventasse un lavoro, non sarebbe più così divertente.