lunedì 2 settembre 2013

Intervista ad Anna Valeria Cipolla d’Abruzzo

Anna Valeria Cipolla d’Abruzzo ha sempre avuto la passione per la scrittura, benché solo all’età di 30 anni abbia trovato il coraggio di mettersi in gioco, iniziando a partecipare ad alcune prove letterarie. Tra l’autunno e l’inverno del 2011, dunque, propone i suoi testi e da subito ottiene riconoscimenti in varie città d’Italia.
Nell’estate dello stesso anno pubblica il primo libro La mia bambina di carne e sangue …ed altre storie di pancia e di donne, edito da Arduino Sacco di Roma costituito da sei racconti al femminile. Sempre nel 2011 entra a far parte della giuria dell’associazione culturale siciliana “La Biblioteca d’Oro”.
Nell’agosto 2012 viene scelta come relatrice dallo scrittore romano Giancarlo Piciarelli per la presentazione del suo ultimo testo a Maiori (SA), all’interno della nota manifestazione campana “Un libro sotto le stelle”.
Proveniente da studi classici, l’autrice ha uno stile pregno di dettagli essendo proprio per carattere un’amante del particolare ma allo stesso tempo scorrevole e immediato, che dà vita a un tipo di narrativa introspettiva, mai asettica, ove vengono alternate descrizioni struggenti a situazioni, invece, piuttosto buffe.


Il libro: La mia bambina di carne e sangue …ed altre storie di pancia e di donne.

Questa è una raccolta di sei racconti, che hanno per protagoniste le Donne: donne comuni, piene di sogni, di insicurezze, talvolta ferite, pronte a rinascere; benché in maniera un po’ inconsueta. Donne che amano senza limiti, che lottano, che emergono, che spaurite si rintanano anche in un cantuccio, che stringono amicizie inaspettate e arricchenti, che segnano la storia della medicina, che possono apparire persino folli… mosse soltanto da forti passioni. Attraversate soltanto da forti emozioni.


Casa editrice: Arduino Sacco, Roma
Anno di pubblicazione: Giugno 2011
Genere: Narrativa
Pagine: 191
Prezzo: 18,00



Come ordinare il libro:
  • in qualunque libreria
  • fisicamente lo si trova nei negozi: La Bussola (Castel Maggiore (BO), Via Ugo La Malfa n.5), Nuova Libreria (Vasto (CH), Piazza Barbacani n.9) e Dietro L’Angolo (San Salvo (CH), all’interno del Centro Commerciale Insieme).


E ora, spazio alle nostre domande...

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Grazie per l’accoglienza e la possibilità che mi date! Mi chiamo Anna Valeria Cipolla d’Abruzzo, ho 32 anni, sono nata a Bologna, città in cui vivo, ma ho origini abruzzesi… come è facile intuire dallo strano cognome che porto. Le mie radici, di cui sono orgogliosa, hanno molto influito su di me; come persona e credo anche come scrittrice.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Ho iniziato a scrivere da piccola, nei pomeriggi in cui non c’era granché da fare. Sono figlia unica e in certe occasioni ho dovuto fare i conti con la solitudine. Appena potevo andavo in cortile a giocare con gli altri bambini, ma se fuori pioveva o ero malata… mi toccava restare in casa e inventarmi qualcosa con cui passare il tempo. Nel 1990 sono stata in Norvegia con la mia famiglia e durante il viaggio di ritorno, che in macchina è durato un’intera settimana, ho buttato giù le basi per un romanzo piuttosto fantasioso; ambientato in Svezia. Avevo 10 anni.
Credo che però sia anche una questione di geni. Mio padre scrive con molta facilità e sua madre si dilettava a inventare versi in italiano e latino. Io, lo premetto, non arrivo a tanto!

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Bella domanda. In prima media mi sono innamorata di Anne Frank – quel diario l’avrò letto almeno cento volte! – e questo mi ha spinta a cominciare a scrivere di me, di tutto quello che mi passava per la testa. Ho preso ad ascoltarmi e riportare su carta ogni sensazione. A ciò si è aggiunta una passione per la storia in generale e le testimonianze di sopravvissuti a eventi particolari.
A 15 anni ho conosciuto “Cime tempestose” di Emily Brontë e “Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino” di Christiane Vera Felscherinow; due testi completamente diversi – per epoca, genere e stile – ma che hanno saputo insegnarmi tanto e a cui a tutt’oggi mi sento legata.
Diciamo che da lettrice sono interessata a libri che mi facciano riflettere e mi arricchiscano. Adoro le introspezioni e le descrizioni dettagliate; aspetto, questo, che senz’altro si riflette nella scrittrice. Ammetto di prediligere i personaggi femminili, in entrambe le mie vesti; di spettatrice e creatrice.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Come ho detto, ho sempre avuto la fissazione per la “penna”. Fin da piccola. Ma non mi era mai saltato in mente di renderla nota! Mi vergognavo da morire, perché al liceo non prendevo mai un voto superiore al 5… qualunque cosa scrivessi. Una volta ho copiato pari pari il libro di testo per il commento a una poesia di Leopardi… nonostante ciò non ci fu verso di raggiungere la sufficienza. Questo mi ha portata a nascondere il mio passatempo, a sentirmi “sbagliata” a priori. Poi a 30 anni, durante un periodo nero causato dalla fine di una relazione importante, mi sono detta che non avevo niente da perdere e così ho trovato il coraggio di sottopormi al giudizio di terzi. Ho iniziato a partecipare a dei concorsi letterari e in pochi mesi mi sono classificata seconda a quattro di questi… una soddisfazione incredibile! Mi è stato perfino proposto di entrare a far parte di un’associazione culturale, La Biblioteca d’Oro di Barrafranca (EN), e ricoprire il ruolo di giurata… insomma, in breve sono passata perfino dall’altra parte della scrivania! Da lì, ho deciso di raccogliere alcuni racconti in un volume da proporre agli editori. Quindi non si tratta di un romanzo, ma di un insieme di novelle che hanno come filo conduttore la pancia delle donne; intesa come parte anatomica ma anche emozionale.
Le uniche ricerche che ho svolto sono relative al saggio storico sulla ginecologa longobarda Trotula De Ruggiero, che è appunto inserito nel libro “La mia bambina di carne e sangue …ed altre storie di pancia e di donne”, edito da Arduino Sacco.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nascono nei modi più strani. Alcuni rappresentano semplicemente un mio aspetto caratteriale, altri li catturo per la strada… sull’autobus, al lavoro, al supermercato… dipende! Li amo tutti. Qualcuno lo stimo e lo approvo, qualcun altro no.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Emozioni… per me la scrittura è tutta un’emozione, anche se non dovrebbe. Nasce d’istinto e si sviluppa d’istinto. Invece per vivere di questo mestiere bisognerebbe imparare a creare con razionalità, metodo, annusando i gusti della gente e servendo pietanze di sicuro impatto commerciale. Io non ci riesco e quindi faccio molta fatica a muovermi in questo mondo di artisti così com’è impostato oggi; dove sempre più di frequente tutto è costruito a tavolino, scade in fretta e le persone sono alla ricerca di continue novità e si dimenticano in un baleno di qualunque cosa capiti loro sotto gli occhi.
Sono stata cresciuta con fin troppi valori; talvolta mi sento un pesce fuor d’acqua… non conosco bene le regole con cui si gioca nella nostra epoca. I messaggi, che tendo a trasmettere con i miei scritti, sono legati a questi valori e sono semplici. Direi perfino banali. Tengo tanto al concetto di amicizia, di famiglia e di amore. Amore non a tempo determinato, come spesso tocca viverlo nella realtà odierna, ma quello stabile e imprescindibile dei nostri nonni. Certe volte mi sento “antica”… in ogni senso!

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Tanti progetti! Dunque, al momento sto cercando un editore per il romanzo “Nate con la coda”; il cui prologo è già inserito, sotto forma di racconto, ne “La mia bambina di carne e sangue”.
Si tratta di una storia con alcuni elementi surreali, ambientata nell’Abruzzo del 1890, a cui sono particolarmente affezionata perché si sviluppa da una vecchia vicenda familiare, che da bambina mi ha impegnato la fantasia per anni interi. Il sentimento verso questo romanzo – in cui si celebrano l’importanza delle proprie radici e delle amicizie sincere – è fortissimo e non desidero altro che vederlo pubblicato, insieme alle splendide illustrazioni che l’artista Carmen Russo ha appositamente eseguito. A parte ciò, ho altre idee per la testa… vorrei sperimentarmi nel genere Urban Fantasy, per la verità lo sto già facendo, e poi in altri ancora. Sono molto curiosa, sia come lettrice che come scrittrice.
Non so cosa mi riserverà il futuro, se riuscirò ad affermarmi… ma alla fine che importanza ha? Dopo tutto, la Penna è l’unica certezza che ho: rimarrà la mia compagna più fedele e, a differenza di tante persone che sono entrate e uscite con superficialità dalla mia vita, non mi lascerà mai sola.