giovedì 3 ottobre 2013

Intervista a Vera Q.

"Scribacchina nata, vissuta e vivente.
Almeno per ora."
Questa è la descrizione che Vera Q. fa di se stessa. Poche parole, quelle che meglio la dipingono.
Autrice self, nel 2012 pubblica il primo ebook tramite Amazon: "La scatola di cioccolatini di Silvia... (e di altre crudeltà)" una raccolta di quattro racconti noir.
Seguono, nel 2013, "2017 A.D." un thriller psicologico ambientato in un futuro tutt'altro che roseo, e l'ultimo nato "Io sono morto" di nuovo un thriller questa volta surreale, una commedia nera che inizia dalla fine.
Autunnale, fumatrice incallita, gattofila, nottambula, adoratrice di tè e tisane ma, sopra ogni cosa, scrittrice per passione.




Il romanzo: Io sono morto
  
“Io sono morto” è un thriller surreale, una commedia nera che inizia dalla fine.
PierPaolo Fabbris, imprenditore cinquantenne, muore stroncato da un infarto e scoprirà, a sue spese, quanto può essere complicata la vita dopo il trapasso: certezze che si dissolvono per lasciare spazio a nuove strampalate realtà.
Fede, superstizione, Dei e Demoni, una giostra multicolore nel tetro Luna Park della Morte, nel quale vittime e carnefici si contendono l’ambito scettro del potere.

Un viaggio insolito, morboso e singolare all’insegna del paradosso.





 

CASA EDITRICE: Vera Q. - https://www.facebook.com/vera.qwerty
ANNO   :  2013
GENERE: Thriller
PAGINE:  87
PREZZO: 1,02 €


Trovate l'ebook su Amazon: http://www.amazon.it/dp/B00DQYAE4O
(formato Kindle, tablet, pc, Android (cellulare), Iphone e Ipad)

 

E ora, le nostre domande…



D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Innanzitutto devo ringraziarti, Francesco, per avermi concesso questo spazio. Oltre che un piacere, è un onore.
Sono una persona decisamente ironica e questo credo si percepisca da ciò che scrivo. Mi concedo spesso una risata, non importa se amara: il comico regna anche nell'angoscia. E il mio modo d'affrontare le giornate mi porta ad essere un'inguaribile pessimista. Trucco non da poco che mi permette di sorprendermi quando gli ingranaggi girano, ogni morte di Papa, per il giusto verso. E tenendo conto che, ad oggi, abbiamo due pontefici viventi, puoi ben capire che lo stupore sia una reazione rara!
Vivo di piccole cose e non so fare progetti. La distrazione è la mia vera compagna: che sono maldestra, lo dimostrano i lividi che mi colorano le gambe. Non termino una cosa che ne sto già facendo un'altra! Scrivere mi permette di trovare quella calma che la quotidianità, divisa tra casa e lavoro, sbrana senza remore.


D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Sui banchi di scuola. Tenevo il classico diario con tanto di lucchetto, nel quale riversavo ogni pensiero. Per gioco ho scritto la prima raccolta di racconti, esperienza che mi ha davvero divertita. E dunque ho proseguito in questa mia strana avventura.
Sogno, come molti, un futuro da scrittrice, ma il capitolo "miracoli" devo ancora iniziarlo!


D: Quali generi o autori ti hanno più influenzata?
R: Adoro l'horror eppure, considerandolo un mostro sacro, non lo tratto nei miei scritti e preferisco dedicarmi al noir-thriller. Certo, essendo l'horror il mio grande amore, riverso quello spirito crepuscolare nei miei lavori, ma cerco di interpretare a modo mio il genere che ho scelto utilizzando i crimini per delineare la psicologia dei miei personaggi. Non saprei davvero dirti a chi mi ispiro però, in caso di bacchetta magica, vestire i panni di Stephen King di certo non mi dispiacerebbe.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Nasce da un sogno che ho fatto. E mi rendo conto che la sera, forse, dovrei cenare con un brodino leggero.
Il romanzo "Io sono morto" tratta il tema del trapasso o, meglio, della vita dopo la morte. Argomento che non ha un reale fondamento: quando non c'è riscontro tangibile, la fantasia può galoppare dove meglio crede. Tutti noi ci poniamo delle domande sul "dopo", tuttavia nessuna risposta è certa. Io ho utilizzato l'espediente della fede per delineare il travagliato viaggio di PierPaolo, il protagonista, nella sua ricerca della "pace". Una pace molto simile alla guerra, ma questi sono dettagli...

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Sono i miei piccoli mostri, li amo in quanto tali. Mi appartengono perché partoriti dalle mie viscere eppure, una volta intrappolati nello scritto, godono di totale autosufficienza. È ben difficile affezionarsi a figurette meschine o totalmente folli.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Spero il divertimento che mi accompagna nella stesura dei miei lavori. Non sono la persona adatta a lanciare messaggi. Posso lanciare un salvagente, baci, persino imprecazioni, ma no, non ho alcuna verità svelata da divulgare al mondo.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Sono alle prese con un nuovo romanzo, sempre thriller. Ho iniziato il primo capitolo nonostante, attualmente, vinca la vita sulla passione: ritagliarmi lo spazio per scrivere è davvero complicato. Non demordo a costo di non dormire. La storia germoglia nella mia testa e preme per uscire, non posso esimermi!
Covo anche l'idea di scrivere una favola nera e, mi auguro, di riuscire nel mio proposito.