mercoledì 20 novembre 2013

Intervista a Concetta D'Orazio

Nata a Lanciano, nel 1968, ha sempre vissuto in Abruzzo, tranne negli anni degli studi universitari a Roma. Ha conseguito la laurea in Lettere Classiche alla Sapienza, insegnando poi in varie scuole, giungendo alla considerazione che il lavoro precario avvilisce la persona e ne mortifica i proponimenti.
Dal 2012 si è appassionata alla nuova realtà dell’editoria digitale pubblicando, in modalità selfpublishing, la raccolta di poesie “Florilegio. La mente cammina dove la penna si trascina”, accompagnata, poco più tardi, dal mini-racconto “Inganni di coscienza”.
A Novembre del 2012 risale la sua prima prova impegnativa, “Sette giri di donna”.
A Ottobre 2013 ha pubblicato il romanzo “Nero di memoria”.

http://questepagine.blogspot.it/


Il romanzo: Nero di memoria



Tonino era un soldato. Un soldato italiano. Ora è diventato un internato. Antonio è un IMI, un militare italiano internato. Nel campo di prigionia lotta per la sopravvivenza, pagando duramente il suo rifiuto a proseguire la guerra dall'altra parte.
Filomena è rimasta sola, con i suoi figli. È una donna molto bella. In paese gli sguardi di tutti non riescono a non fermarsi sulle sue sinuosità. Filomena non sa dove sia Antonio. Lo immagina e lo aspetta. Custodisce i figli. I tre figli. Antonio vive lontano. Sogna la moglie e sogna i figli che ha lasciato. I due figli.


 

EDITORE: Opera pubblicata in modalità Selfpublishing
ANNO    : 2013
GENERE : Narrativa storica
PAGINE : 134
PREZZO : 2,68 euro

Il libro si può acquistare su: http://www.amazon.it/Nero-memoria-Concetta-DOrazio-ebook/dp/B00G26EU4S


E adesso, le nostre domande…

Benvenuto ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?
Devo parlare un po’ di me? Ah!!! A dir la verità sono sempre in grande imbarazzo quando mi si fa questa domanda: vorrei iniziare da questo anziché da quello ma poi mi perdo, pensando che, in fondo, niente di quel che sono e di quel che faccio potrebbe avere una priorità nell’interesse altrui, soprattutto per chi mi conosce per la prima volta, in maniera particolare sul web.
Insomma forse non mi occupo di cose tanto interessanti né ho progetti di ampio respiro sociale. A mia unica discolpa dico che la nota che mi contraddistingue da sempre è la mia eterna propensione a scoprire il lato migliore di ogni cosa, ciò che è più all’avanguardia, in tutti i campi, da quello della conduzione della vita di casa e della famiglia, a quello più impegnato e complesso in ambito editoriale e di comunicazione.

Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?  

Ho imparato a scrivere, secoli or sono, ed ho capito che preferisco questo esercizio a quello del parlare. Non ho mai avuto un grande interesse per una comunicazione piuttosto di tipo orale. Trovo che la scrittura conceda quel giusto spazio alla collocazione precisa e determinata della parola, molto più di quanto non lo permetta l’esposizione verbale diretta, a voce insomma. Chi scrive ha sempre a disposizione quel tempo necessario a far decantare i termini, prima di trasporli sul foglio. Le giuste pause, lo sappiamo, nella comunicazione sono importantissime; solo lasciando alla mente la possibilità di valutare tutte le possibili prospettive, si possono creare le occasioni per riflettere, correggere, migliorare. Le parole a voce spesso vengono fuori di getto. Le parole scritte sono più lungimiranti e prudenti.

Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzato? 

Chi è che può dire con sicurezza da quali autori è stato influenzato? Qualcuno potrà affermare che ama quel tal genere e legge soprattutto le opere di taluni scrittori. L’influenza però è cosa diversa.
È talmente rischioso poter affermare di essere stati suggestionati da questo o quello scrittore, autore, paroliere, compositore, ecc. che potrebbe farlo soltanto chi ha deciso di ricalcare pedissequamente lo stile o la maniera di qualcun altro.
Non ho mai smesso di leggere, neppure quando non ero ancora in grado di farlo. Nella mia testa, così, si è affastellata una quantità illimitata di scritture, di fogge, di stili, di maniere e di preferenze che non saprei nemmeno io a quale genere e sotto-genere ricondurre. L’influenza la fa l’esperienza. Più essa è vasta, più è difficile da definire.


Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea? 

 “Nero di memoria” per molti anni è stata un’opera in itinere. Ho sempre sentito, sin da ragazzina, la necessità di riferire un giorno, non avevo ancora ben chiaro come, le storie sulla “guerra” (secondo conflitto mondiale) che avevo ascoltato dalla voce dei miei nonni. Ho sempre tentato di salvaguardare quei ricordi nella mia testa ma mi rendevo conto che, con il passare del tempo, si affievolivano, diventando ognora più impalpabili e cedevoli. Cominciai così, non rammento più nemmeno quando, a prender appunti, ma non ebbi la lungimiranza di riportare fedelmente sul foglio quello che chi aveva partecipato in primis alla guerra, mio nonno, rievocava. Rimasi così con appunti incompleti. Da quegli appunti è nata poi la storia del romanzo che è andata a supplire con l’immaginazione la mancanza di dati certi.

I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
 

I personaggi, pur essendo di fantasia, presentano i caratteri e le caratteristiche di persone comuni, calate nelle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale. Ho cercato di guardare le loro fisicità e studiare le loro mosse dall’esterno ma non credo di potermi dichiarare assolutamente equanime nei loro confronti e nei confronti della vicenda storica che si sono trovati ad attraversare.
Nei riguardi di Filomena, Antonio e tutti gli altri, provo sentimenti contrastanti che non saprei definire. Le emozioni precipue, che hanno accompagnato il mio scrivere, sono state, senza dubbio, quelle di ammirazione per il coraggio dei personaggi e di pietà per la loro sorte.

Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico? 

Più che trasmettere un messaggio, il romanzo si propone l’impegno di non far dimenticare, attraverso il racconto della storia di una famiglia comune, quelli che sono stati i tragici eventi del Secondo Conflitto Mondiale. Il titolo, “Nero di memoria”, vuole evocare quella terribile fenditura buia che l’umanità intera si porta appresso, non troppo indietro nel ricordo.

Progetti in cantiere e previsioni per il futuro? 

I progetti sono tanti e sono talmente “in progettazione”, mi si passi il gioco di parole, che sarebbe difficile per me ora catalogarli ed indicarli in questa sede. Generalmente, tra i tanti lavori cui ho dato inizio, accade sempre che qualcuno assuma un’importanza particolare rispetto agli altri e reclami un’attenzione esclusiva. È allora che prendo coscienza delle urgenze e ricordo di avere delle scadenze cui dare priorità.

sabato 2 novembre 2013

Intervista a Grazia Brambilla


Grazia Brambilla nasce a Seregno (MB) e risiede a Barlassina, piccolo paese della Brianza. Frequenta l’Istituto tecnico per il turismo e, data la sua passione per le arti figurative, decide di iscriversi a un corso parauniverisitario di comunicazioni visive. Ha vissuto a Cuba e frequentato l’Università di Ciutad de la Habana. Attualmente è responsabile di una agenzia viaggi a Meda. Nel 2012 pubblica con Montag edizioni il primo romanzo dal titolo: “Alata“. Nel settembre 2013 la poesia “Umani“, di cui è autrice, entra a far parte della raccolta “Poesie d’amore“, ediz. Penna d’Autore. Collabora con Mikero Art, creando “Arte e letteratura“ per le presentazioni del suo romanzo che in copertina riporta l’opera “Trama svelata” dell’artista seregnese Stefano Migliorini. 

http://grabramgb.wix.com/grazia-brambilla

https://www.facebook.com/AlataGBrambilla



Il romanzo: Alata

Chiara è una protagonista che non dimenticherete. Non è come tutti di noi, è una creatura con un destino segnato che sembra volerle riservare solo brutte sorprese. Chiara è in lotta contro l’intera Volta Celeste, vittima di un’intima sofferenza, ma al suo fianco si schiera Binael, Ordinatore dell’Universo che la condurrà, passo dopo passo all’accettazione della sua vera e magnifica natura. Si susseguono, pagina dopo pagina, incontri tra personaggi differenti tra loro di cui viene appronfondito l’aspetto psicologico. Personaggi a cui Chiara è e non è particolarmente legata, ma che lasciano una impronta profonda nel suo modo di vedere la vita.





 

EDITORE: Montag Edizioni
ANNO : 2012
GENERE : Fantastico
PAGINE : 99
PREZZO : euro 15,00

Il libro è reperibile in formato cartaceo sui principali digital store, tramite il sito dell’autrice e ordinabile in tutte le librerie d’Italia.


E ora, le nostre domande... 

Benvenuta ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?Partiamo già con una domanda difficilissima, direi. Mi ritengo una ragazza con moltissimi interessi, alcuni dei quali sono gli stessi dell’adolescenza ed altri, invece, cambiano in modo repentino. Questo accade perchè, purtroppo, sono una che si annoia facilmente. Amo la musica e l’arte. I vecchi film mi appassionano e sono capace di vedere lo stesso fino a impararne le battute a memoria. Viaggio molto sia per lavoro che per interesse personale.

Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
Ho sempre pensato che la necessità di scrivere si abbia nel Dna e che non sia una scelta. Poi, decidere se tentare la pubblicazione o meno, è qualcosa che viene dopo. Nel mio caso è stato il desiderio di compiere un passo avanti che mi ha portata a cercare un editore e l’obbligo che mi ero imposta era di non pubblicare con contributo. O senza, o la storia che avevo scritto sarebbe rimasta dove era nata (sul mio pc) e io sarei stata l’unica a conoscerla.

Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzata?
La mia è una scrittura di “pancia“ che, per come la penso, non può essere influenzata. Prima di essere una autrice, sono una lettrice modello (qualsiasi libreria vorrebbe clienti come me – ride -) e posso dire che ho letto generi e autori diversi, molto diversi, ma che mai mi sono riconosciuta come stile in questi. So quasi a memoria pagine de “La nausea“ di Sartre, ho letto almeno sei volte “Genio e follia“ di Jaspers, i vari “Harry Potter“, una volta finiti in italiano li ho letti in inglese, sono rimasta molto colpita, qualche giorno fa dal modo di scrivere di Federico Roncoroni, ho molto apprezzato “il pane nudo“ di Choukri... insomma leggo e cerco di andare per la mia strada per quanto riguarda il mio modo di raccontare storie. Una cosa, però, la voglio dire. Tra tutti i libri che ho letto, mi sarebbe piaciuto aver scritto “Il signore degli anelli“ e “Dialoghi con Leucò“.

Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea? L’incipit di “Alata“ è nato dopo aver visto un documentario su Bach. A quel tempo, ho frequentato alcune lezioni di un corso di scrittura creativa, tenuto dalla scrittore Cosimo Argentina. Bach, che amo molto, è stato la molla, diciamo. Il resto è venuto, pagina dopo pagina. Non avevo schemi da seguire nè una storia già in mente. Si è creato tutto nel momento stesso in cui scrivevo.

I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
I personaggi di “Alata“ sono completamente inventati, ma per alcune caratteristiche possono assomigliare a categorie appartenenti alla quotidianità. Il sig. Bonaventura, ad esempio ricorda il vecchietto della porta accanto che vive solo... ma lui, pare, usi pentole magiche per cucinare! Il romanzo è difficilmente inquadrabile in un genere letterario, ma probabilmente definirlo “fantastico“, è la cosa che più si avvicina. Be’, direi che i personaggi sono amici fedeli che, a volte, mi mancano. Spesso, tramite loro, ho scoperto cose di me che nemmeno sapevo.

Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico? L’emozione più grande, quella che ancora mi fa sfarfallare lo stomaco, è stata la mia prima intervista video. Non ero preparata perchè non ne ero stata informata, avevo la gola secca come se avessi ingoiato l’intero deserto del Sahara e mi sentivo completamente inadeguata. Alla fine è andata bene, ma le cose che non ti aspetti sono sempre le più emozionanti.
Penso che “Alata“, possa essere una storia che sappia trasmettere differenti messaggi. Non tocca a me dire quali, perchè sono sicura che ognuno saprà trovare quello che fa al caso proprio.

Progetti in cantiere e previsioni per il futuro? 

Ssssstttt... fa con il dito indice sulla bocca.