sabato 14 dicembre 2013

Intervista a Salvatore Savasta



Salvatore Savasta si occupa da sempre del sociale. E’ un dialogatore per Amnesty International, associazione che dal 1961 si occupa di tutelare i diritti umani nel mondo. Fin da giovane ha familiarizzato con i gruppi Onlus e, in uno dei quartieri più malfamati della sua città d’origine, lo “Zen” di Palermo, ha combattuto attivamente contro l’analfabetizzazione.
Ha seguito studi umanistici, attraverso il liceo Classico e conseguito un titolo come traduttore di corrispondenza in lingua inglese.
Ha pubblicato un romanzo con un servizio di auto pubblicazione, a marzo è prevista l’uscita nelle librerie di una sua seconda opera e ha già in cantiere un terzo romanzo. Tutte le sue opere tendono a valorizzare dei contenuti legati alla società, e alle sue malsane abitudini.

Salvatore Savasta è il direttore responsabile di Esordiamo, l’unico sito interamente dedicato agli autori esordienti.
 

Il romanzo: La Segretaria dell’Anima… Poiché l’Amicizia è l’Anticamera dell’Amore

Un diario, uno sfogo, una confessione che dura un'intera vita. Ludovico Mesto, manager di una rinomata casa di moda milanese, si ritroverà a vivere le contraddizioni del suo essere e a lottare contro la propria razionalità. In cura da uno psicanalista che gli consiglia di scrivere per comprendere cosa di sbagliato possa esserci nella sua natura, egli si metterà a nudo di fronte al proprio diario, senza mezzi termini e senza rancore. Mostrerà a se stesso chi è davvero Ludovico Mesto e come abbia fatto a trasformarsi in una persona nuova, rinnovata nello spirito. Egli, purtroppo, non consegnerà mai i propri scritti allo psicanalista, ma li custodirà gelosamente per oltre cinquant'anni; finché non ripeterà l'emozione di sentirsi vivo scrivendo di sé e per sé.




EDITORE: Ilmiolibro.it  (http://www.ilmiolibro.it)
ANNO    : 2011
GENERE : Narrativa, Diario
PAGINE  : 288
PREZZO : 12,00 euro Versione Cartacea - 0,99 euro eBook




E adesso, le nostre domande…

Benvenuto ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?
Salve, e grazie per avermi dedicato questa intervista. Sono un ragazzo di 25 anni, impegnato nel sociale praticamente da sempre. Vivo scrivendo e leggendo, finché non sono costretto a tornare alla realtà quotidiana!
Quando non collaboro con Amnesty International, mi occupo del sito che gestisco, Esordiamo, e della mia seconda passione, subito dopo la lettura, ovvero l’acquariofilia. Le mie giornate le passo con una penna in mano, un buon libro sul comodino e lo sguardo puntato sul mio acquario. Sono queste tre cose a mantenermi in uno stato di pace interiore con il quale convivo.

Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
Domanda complicata!
Il desiderio di scrivere nasce come conseguenza al desiderio di leggere. Il desiderio di raccontare, invece, nasce dal bisogno di sensibilizzare quante più persone possibili sulla realtà sociale in cui viviamo. Spesso, infatti, mi è capitato di notare che tutto ciò che non ci riguarda in prima persona, è considerato così lontano da noi stessi, da ritenere che non ci sia bisogno di agire. Le mie opere vogliono far nascere il disgusto per le riprovevoli azioni commesse ogni giorno contro i diritti umani. A quel punto, l’azione, la reazione, dovrebbe essere spontanea. Rimanere a guardare non è una delle possibilità. Bisogna agire, perché lo sgomento, da solo, non cambierà il mondo in cui viviamo.

Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzato?
Sicuramente Pirandello e il suo “Uno, Nessuno e Centomila” e Italo Svevo.
Lo stile in cui l’opera è scritta, ricorda molto quello di Susanna Tamaro in “Và dove ti porta il cuore” e di Salinger in “Il Giovane Holden”. A queste due opere mi sono ispirato, alla loro forza comunicatrice e allo stile diretto e semplice utilizzato.

Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea?
L’idea di questo romanzo nasce da una delusione amorosa. So che sembra banale e smielato. Ho voluto mostrare, romanzando ovviamente, come una donna fosse riuscita a trasformare il mio ego in una persona vera, fatta di sentimenti ed emozioni. Il suo addio, trasformato nell’opera nella morte improvvisa della persona amata dal protagonista, cambierà con un colpo di spugna la sua vita per l’ennesima volta. Non si può tornare indietro ritornando ad essere ciò che si era, non si può rimanere ciò che si è, come se nulla fosse cambiato, quindi non resta altro che un limbo grigio e monotono, senza sapore o emozione alcuna. Da questa condizione psicologica, nasce l’idea di un romanzo che racconti la forza dell’amore, la sua passione e il vuoto lasciato dalla sua tragica assenza.

I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
Nessuno mi aveva mai fatto questa domanda. I miei personaggi nascono dalle varie sfaccettature del mio carattere, della mia persona. Ognuno di loro è parte di me. Cosa provo per loro? Loro sono il frutto delle mie membra, del mio genio. Li amo e soffro o gioisco con loro come si farebbe con il proprio figlio. Io li ho creati e mi sento un piccolo Dio del loro mondo. Anch’io ho lasciato loro il libero arbitrio. In effetti, non sono io a condurre la storia, ma sono loro, con la loro forte personalità a decidere quale scelta fare e che strada intraprendere.

Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico?
Credo di avere abbondantemente risposto a questa domanda e ho il terrore di divenire ridondante. Spero di trasmettere un messaggio unico: l’amore, in qualunque sua forma, è lo spirito di ogni vita. E’ l’anima, la coscienza e l’anticamera della vita vera.

Progetti in cantiere e previsioni per il futuro?
E’ già pronto il mio secondo romanzo, a tematica omosessuale, che sarà edito da “La Zisa Edizioni” e che uscirà il prossimo Marzo. Se, con la prima opera, ho trasmesso la forza dell’amore e la sua dirompente vitalità, con la seconda opera voglio dimostrare che l’amore è tale in qualunque sua forma, sia essa eterosessuale o omosessuale. Inoltre, è in cantiere la stesura di una terza opera, con a tema la violenza sulle donne, su una donna in particolare, la protagonista. Anche quest’opera è da considerarsi dello stesso filone delle prime due. In quest’ultima opera, infatti, dimostrerò che, in alcune eccezioni, l’amore può essere perverso e malato.