martedì 25 marzo 2014

Intervista ad Angela Grillo



Angela Grillo ha esordito con un romanzo per giovanissimi, “After the Sun – Dopo il Sole…”  (casa editrice Lampi di Stampa nel 2011) ottenendo ottimi risultati grazie al passaparola sui Social Network e sui blog letterari.
“È l’Amore che conta” è il suo secondo romanzo, uscito nel dicembre del 2013 con la stessa casa editrice, ambientato nel mondo della musica Pop e nel variegato universo giovanile.



Il romanzo:  È l’amore che conta

Stella è una giovane cantante di successo che a un certo punto della carriera decide di lasciare il mondo della canzone per una vita più tranquilla, senza troppi compromessi.
Il lavoro e la storia con Fabio, il suo ragazzo, vanno a gonfie vele.
I due sono travolti dalla passione e vivono un momento magico… ma il Destino ha in serbo per loro parecchie sorprese!
A causa di alcuni eventi, la loro vita si trasforma: numerosi impegni li attendono, una continua corsa contro il tempo per adempiere agli innumerevoli doveri che, di punto in bianco, piombano sui due.
E così Stella si trova ad affrontare ogni tipo di difficoltà. Ma un giorno, tra un appuntamento di lavoro e l’altro, un incontro le fa scoprire un nuovo amore, quello vero, quello che non si può capire, che non si può spiegare, quello che ti fa tremare, palpitare, quello che in un attimo ti cambia per sempre…
Ci sono momenti in cui bisogna scegliere: ragione o sentimento? Riuscirà Stella con la sua forza di volontà, la sua tenacia, a mettere ordine nella sua vita?
Un romanzo giovane, fresco, autentico, tenero e appassionante, ricco di emozioni come solo la narrativa femminile contemporanea può regalare.

CASA EDITRICE: Lampi di Stampa
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Romanzo
PAGINE: 206
PREZZO: 11,40 Euro

Il libro è reperibile su ordinazione in tutte le librerie e sui siti di vendita libri online in versione cartacea e ebook (pdf, epub e Kindle).


Conosciamo meglio l’autrice e la sua opera…

D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Sono una persona molto attiva e versatile. Lavoro come commessa nel negozio di telefonia di mio marito e con lui mi occupo anche di riprese per la realizzazione di video aziendali e di eventi a livello professionale. Oltre a fare la mamma e la casalinga, cerco di ritagliarmi del tempo per le mie più grandi passioni: la lettura e la scrittura.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Ho lavorato per tanti anni come Segretaria di Redazione in un importante Gruppo Editoriale di Milano. In quel periodo ho letto tanto e ho scritto parecchi articoli sulle Riviste. Un giorno, all’improvviso, la passione per la scrittura ha prevalso sulla lettura e… mi è balenata in testa l’idea di scrivere un libro! Ma purtroppo sono riuscita a realizzare questo mio sogno solo dopo parecchi anni.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Adoro i thriller/polizieschi di Patricia Cornwell ma soprattutto amo di lei la leggerezza del suo stile di scrittura. Mi divertono tutti i libri “chick lit” (romanzi rosa umoristici) di Federica Bosco, Stefania Bertola, Geppi Cucciari. Amo tutti i generi di romanzi che raccontano storie divertenti, allegre, d’amore. Non saprei dire quale autore mi ha più influenzata perché ho letto davvero tanto e mi piacciono molti generi.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Dopo aver scritto il mio primo romanzo “After the Sun – Dopo il Sole…” schiere di lettori hanno reclamato un secondo capitolo della vita di Stella (la protagonista), la rete e i social sono stati invasi da commenti e messaggi e poi tutti erano curiosi di sapere cos’altro sarebbe successo alla giovane cantante… e per tutti questi motivi ho deciso di dedicarle un altro libro accontentando tutti e mettendo da parte un altro importante progetto che cercherò di portare a termine nei prossimi mesi. Per raccontare diversi particolari tecnici sul settore della musica ho dovuto fare un po’ di ricerche, documentarmi e soprattutto intervistare alcuni addetti ai lavori (come ad esempio i cantanti Federico Novelli, Erica Molinari, il gruppo musicale La Differenza e il dj Fabio Milani) che mi sono stati davvero di grande aiuto.

D: I personaggi che descrivi da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Tutti i personaggi sono stati creati da me, li ho plasmati dalla prima pagina con l’evolversi della storia. Uno di loro era talmente somigliante all’attore Lino Guanciale che non ho potuto fare a meno di dargli il suo nome nel libro e di contattarlo per chiedergli se potevo rendere il personaggio ancora più somigliante a lui. Dopo un paio di interviste e dopo averlo conosciuto di persona devo dire che l’originale e il personaggio del romanzo sono quasi due gocce d’acqua! Me lo confermano le sue numerose fans che ogni giorno mi contattano per farmi i complimenti per il libro ma soprattutto per chiedermi se posso fargli conoscere l’attore!
Sono molto legata a tutti i personaggi del libro perché tutti sono in grado di regalare emozioni.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Il mio pubblico è per lo più formato da donne e ragazze che amano leggere e sognare e che desiderano “perdersi” per qualche ora in una storia intensa e ricca di emozioni ma allo stesso tempo leggera e spensierata. Donne che tutti i giorni affrontano i vari problemi della vita e che vogliono “evadere” dalla realtà e immedesimarsi nelle avventure amorose di Stella e degli altri personaggi. È a queste donne che io dedico il mio lavoro e il mio messaggio è un semplice incoraggiamento ad affrontare la vita, qualsiasi cosa lei offra. Giorno per giorno. Con pazienza e con tenacia solo come noi donne sappiamo fare.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Un progetto che mi sta molto a cuore è il mio terzo romanzo, una storia d’amore ambientata nel Medioevo. Un lavoro molto lungo e complicato in quanto mi dovrò documentare su tanti eventi storici, sugli usi e i costumi del tempo. Per essere informati sui miei lavori vi aspetto tutti su Facebook (dove ho due profili, una pagina per ogni libro e una pagina internazionale), su Twitter e sul mio sito www.angelagrillo.it. 

martedì 18 marzo 2014

Intervista a Federica D'Ascani


Principali opere dell'autrice:
"Il sorriso della Bestia" racconto horror in antologia "Racconti sepolti" - Il Foglio edizioni 
"Astri di paura" 0111 edizioni (raccolta di racconti horror)
"Dacon, il delirio del male" 0111 edizioni I ed. - GDS Edizioni II edizione. Romanzo fantasy horror 
"Silloge poetica in antologia Impronte" Pagine edizioni
"L'inferno di Rebecca" Damster edizioni. Romanzo erotico horror

http://dascanifedericasempliceelineare.blogspot.it/


Il romanzo:  L'inferno di Rebecca

“La pazzia, insomma, può divenire una sorta di genitore amorevole che culla fantasie distorte: fantasie che nessuno accoglierebbe con gioia e comprensione, ma con dubbioso distacco.”

Rebecca è stata ricoverata in una clinica per malattie mentali. Accusa: tentato omicidio; se colposo lo stabilirà il dottor Porte. Il fatto certo è che la ragazza, per molti versi, è davvero inquietante. Che sia affetta da una sorta di doppia personalità? E la sua vittima, Stefano, potrebbe rivelarsi, invece, un carnefice efferato e privo di sentimenti, se non quelli dettati dalle sue fantasie più sfrenate? Fino a dove può condurre la violenza, nella sua accezione più generale? Dove termina la paura e inizia la pazzia? Viaggiando nei meandri di un mondo torbido, fatto di sesso, perversioni e venerazioni a dei pagani, Rebecca svelerà i suoi misteri, rivelando quanto di malato può annidarsi nella mente di una persona apparentemente normale. O apparentemente pazza.

CASA EDITRICE: Damster edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: Erotico horror
PAGINE: 233
PREZZO: euro 3,99

Il libro è reperibile sui principali store online quali Amazon, InMondadori, Itunes, Bookrepublic.  

http://www.amazon.it/Linferno-Rebecca-Damster-Erox%C3%A8-parola-ebook/dp/B00IL1ZQP4


E adesso, le nostre domande…

D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao e grazie mille, innanzitutto, per lo spazio che mi concedete! Che dire, su di me? Solitamente, nonostante sia una gran chiacchierona, lascio ai miei libri il compito di svelare ogni sfaccettatura del mio carattere ai lettori. Perché, contrariamente a quanto si pensi, non sono poi così tanto estroversa come posso apparire sul mio blog o sul mio profilo facebook. Insomma, spero di poter incuriosire, un giorno, tramite ciò che scrivo e non tramite cosa dico di me, sempre molto poco, in ogni caso.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Credo di non saper ricondurre la mia passione a una data specifica. Ricordo che già da piccolissima tentavo in ogni modo di scrivere racconti di ogni genere, prediligendo già uno stile orrorifico davvero inquietante, per la mia età. Per fortuna sono stata compresa dai miei genitori e dai miei insegnanti, altrimenti, forse, sarei stata bollata come probabile serial killer!

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Dapprima ci fu la collana Piccoli Brividi, vera artefice della passione per l'horror, poi fu la volta del Re Stephen, dei suoi grandiosi predecessori quali Lovecraft e Poe, e poi, in età un poco più matura, tutti coloro che scrivono e vivono. Forse, ora, ad influenzarmi è la vita stessa.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Il romanzo nasce come voglia di testimonianza. L'idea della violenza fine a sé stessa, la violenza intesa come totale, pura. La violenza che è possibile riscontrare, insomma, ogni giorno. Verso le donne, soprattutto. Le uniche ricerche che ho fatto sono state per la parte horror, nonostante queste fossero già, comunque, state in parte condotte per Dacon, il mio primo romanzo di stampo fantasy horror. Ma l'intento, aldilà del connotato erotico, che pure è fortemente presente tra le pagine di Rebecca, è proprio quello di sensibilizzare circa la violenza subdola perpetrata nei confronti dei più deboli prima ancora di quella fisica. Ovvero quella psicologica, vera antesignana degli omicidi di cui son colmi i telegiornali.

D: I personaggi che ritrai da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R:I miei personaggi sono nati da soli, presentandosi nella mia mente come se fossero talmente reali da vivere davvero. Non è rimasto che descriverli. Beh, ovviamente tutti hanno dei precisi connotati riconducibili a persone che conosco, che ho vissuto e che vivo ancora. Non nei termini propri del romanzo, certamente, ma... Beh, c'è un po' di me in ogni personaggio femminile, e un po' di una persona del mio passato in ognuno di quelli maschili. Triste, sicuramente, e forse anche inquietante, ma il finale mi ha reso giustizia. Non posso svelare altro, ma il mio rapporto con loro è molto viscerakle e sentito. Forse è per questo che tengo particolarmente a questo romanzo e ai suoi contenuti più profondi.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Ai lettori che hanno deciso e che decideranno di seguirmi nell'avventura di Rebecca, vorrei trasmettere ciò che ho scritto come incipit al romanzo, perché tutto ciò che vi è narrato è la conseguenza di una solitudine psicologica e latente, propria di moltissime donne, specialmente in questo periodo.
Le persone dovrebbero essere educate a chiedere aiuto.
Dimenticando la vergogna.
Dimenticando l'inadeguatezza.
Chiedere aiuto non è una sconfitta.
E non sempre il demonio è l'entità più malvagia dalla quale guardarsi...

  
D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Moltissimi. Ho scritto un nuovo romanzo, inviato in valutazione a una casa editrice che stimo moltissimo e che spero abbracci il nuovo progetto che ho in mente. Diverse le novelle di genere erotico, e anche romance, in fase di valutazione o in attesa di pubblicazione. Insomma, non ho assolutamente voglia di fermarmi, come feci in passato, e ho intenzione di farmi conoscere da più persone possibile. Il motivo è semplice: ho tanto da dire! In più ho molto a cuore il progetto a cui ho dato vita nel mio blog, ovvero quello di aiutare gli autori emergenti e/o esordienti, come me, a spiccare il volo che tanto agognano tramite le recensioni dei loro libri. Insomma, progetti molti, tempo a disposizione non moltissimo, ma... Scrittura è sacrificio, e io sono qui per questo!

martedì 4 marzo 2014

Intervista a Elena Genero Santoro

Grande appassionata di ginnastica artistica, l’ha praticata in passato ma ora, sostiene, non ha più né il fisico né l’età. Ama cantare. Ha fatto parte di un grande coro di Torino, tra il 1992 e il 1997, i cui incassi erano devoluti alla Caritas. Studia inglese un po’ per piacere e un po’ per necessità lavorativa. Si diverte anche a cucinare e a creare ricette, soprattutto se si tratta di dolci, ma non chiedetele di bagnarvi le piante se andate in ferie. Il pollice verde non è una sua virtù!






Il romanzo: Un errore di gioventù



Futura è incinta per la seconda volta e a Patrick sembra che il loro mondo sia perfetto, ma una notizia dal passato potrebbe scombinare tutto. Patrick infatti viene contattato da una sua ex, Arlene, che gli confessa di avere una figlia quasi adolescente, che potrebbe essere sua. Lui però non ha il coraggio di rivelarlo alla moglie. Ma anche una seconda notizia è destinata a portare dolore. Futura e Patrick sono da anni gli amici di penna di Luis, detenuto in Alabama per un omicidio commesso quindici anni prima sotto l’effetto di stupefacenti e condannato a morte. Ora l’iter processuale è terminato e l’esecuzione è stata fissata proprio nel giorno in cui è previsto il termine della gravidanza di Futura. Solo Mac, un amico di Patrick e Futura, nonché personaggio pubblico, potrebbe avere qualche chance per ottenere la grazia per Luis, ma prima dovrà mettere da parte i propri pregiudizi.

EDITORE: 0111 Edizioni 
http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=636
ANNO : 2014
GENERE: mainstream
PAGINE: 224
PREZZO: 15,70 euro



Il libro è ordinabile in tutte le librerie e negli store online, tipo IBS e Deastore:

http://www.ibs.it/code/9788863076776/genero-santoro-elena/errore-di-giovent-u.html

http://www.deastore.com/editore/0111edizioni.html



E adesso, le nostre domande…

D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Per rompere il ghiaccio, vuoi parlarci un po’ di te come persona?
R: Sono nata a Torino nel 1975. Sono laureata in ingegneria e lavoro nell’industria automobilistica. Inoltre sono sposata e ho due bambini.
Mi piace conoscere gente che ha una cultura diversa dalla mia, così, tra l’altro, mi impratichisco con l’inglese. Ho amici in diverse nazioni del mondo.
Cerco, ogni volta che posso, di trovare il lato comico delle cose.
Il mio motto è quella frase dell’ape, che in teoria non potrebbe volare per motivi aerodinamici, ma ignara delle nozioni scientifiche non solo vola, ma fa anche il miele. Credo infatti che ignorare – volutamente - i propri limiti sia un modo per superarli. Non sono di natura ottimista, non mi aspetto la bontà del destino “Se qualcosa può andar male, indubbiamente lo farà”, ma intanto io vendo cara la pelle.
Mi piace la giustizia quando arriva per tutti, pertanto non la cerco solo per me. 
Ho una flemma infinita quando c’è da attendere ore dal dottore o quando c’è da fare mille manovre per infilare l’auto in un parcheggio strettissimo, ma non ho la pazienza di aspettare un evento che potrebbe non verificarsi.
Sono una persona versatile, mi piace cimentarmi in un po’ di tutto. Sono convinta che nella vita oltre al talento serva la tenacia.
Desiderare fortemente qualcosa è il primo passo per raggiungerla.

D: Bene, passiamo alla parte letteraria. Da dove nasce il tuo desiderio di raccontare attraverso la scrittura?
R: Scrivo da quando sono ragazzina, mi è sempre piaciuto creare mondi tutti miei in cui io potessi decidere il finale, in contrasto con quanto accadeva nella realtà. Ora, con qualche anno in più, mi piace poter rappresentare la realtà, parlare di problemi di attualità, pensare a come si può raccontare qualcosa e condividere pensieri e impressioni anche con gli altri, tentando di non dare mai giudizi, ma piuttosto di capire, di pormi le domande giuste e magari trovare qualche risposta. E poi mi piace immedesimarmi nella testa dei personaggi, nel loro modo di pensare e di sentire, e farmi sorprendere talvolta dal finale verso cui loro stessi mi conducono! In questo libro il tema trattato è particolarmente delicato.

D: Quali sono i generi o gli autori che più ti hanno influenzato?
R: Amo in particolar modo i libri che trattano temi reali, dunque prediligo narrativa moderna e tra i miei autori preferiti ci sono Perissinotto, Piperno, Mazzucco, Mazzantini e anche qualche straniero tipo Tropper, Olasfdottir e Holt. Quest’ultima, per esempio, scrive polizieschi un po’ noir. Non impazzisco per i gialli in sé, ma per i problemi che questi vogliono narrare, usando come espediente un evento grave di cui le dinamiche sono da chiarire. Amo anche il fantasy, ma solo se metafora di qualcosa. E, naturalmente, ultimi ma non ultimi, ci sono i libri che raccontano i sentimenti, i dubbi, le paure di tutti noi, che sono viaggi interiori che finiscono solo quando si è giunti alla meta. Se poi il tutto è filtrato da una vena ironica, - e in questo Piperno e Tropper, che fanno ridere e piangere contemporaneamente, sono dei maestri, - a volte è meglio ancora.

D: Veniamo al romanzo. Come è nata l’idea?
R: Ho scritto questo libro dopo averlo metabolizzato per 3 anni, a seguito di un’esperienza personale. Mi sono posta la domanda: ma quando uno in adolescenza commette una stupidaggine, una cosiddetta “cazzata” dovuta all’immaturità, all’inesperienza, alla voglia di trasgressione, per quanti anni è giusto che paghi? Se il conto di un errore fatto da giovani si ripresenta dopo 15 anni, dopo una vita trascorsa in modo ineccepibile per interi lustri, ha ancora senso doverne fare le spese?
Il fatto è che dal 2002 al 2010 ho avuto la fortuna e l’onore di diventare amica di penna di Martin “Eddie” Grossman. Il nominativo di Eddie mi è stato fornito dalla persona di riferimento nella Comunità di Sant’Egidio, che da sempre lotta contro la pena di morte.
Eddie era un prigioniero nel braccio della morte in Florida e il 16 febbraio 2010 è stato ucciso. Non riesco a scrivere “giustiziato” perché dal mio punto di vista, una parola che ha lo stesso suono di “giustizia” con la pena capitale non c’entra proprio nulla. Questo libro è dedicato a lui. In ogni caso, la mia lunga corrispondenza con quest’uomo, iniziata con leggerezza dodici anni fa, mi ha profondamente arricchito umanamente e mi ha radicato nella convinzione che i carcerati non sono dei “mostri” (per lo meno, non necessariamente) ma delle persone, spesso sole, in cerca di calore umano e di normalità e che l’applicazione della pena di morte, su cui si potrebbe discutere come concetto in sé, è effettuata con criteri quantomeno discutibili.
Attualmente sono in contatto con altri due condannati, che, sarà un caso, sono neri. Non voglio fare i loro nomi perché il loro iter giudiziario non è ancora concluso.
I miei tre corrispondenti (Eddie, più i due attuali) sono persone molto diverse tra di loro, ma tutte ugualmente gradevoli e motivate a vivere.
Tutto ciò che denuncio sulla questione (il razzismo, le condizioni di vita nel carcere, persino gli orari in cui vengono serviti i pasti e l’esecuzione di innocenti) è reale e documentabile.

D: I tuoi personaggi da dove nascono? Che cosa provi per loro?
R: I protagonisti di questo libro sono per lo più gli stessi di cui ho scritto in “Perché ne sono innamorata” e negli altri libri della serie. A quelli già esistenti si aggiungono una ex-transessuale, Teresa, e un condannato a morte, Luis. Far parlare loro due è stata una sfida, perché rischiavo di cadere in stereotipi o dare un’idea sbagliata. In entrambi i casi ho messo il massimo della cura, perché due personaggi come loro meritavano il massimo del rispetto. In particolare, per quanto riguarda Luis, è vero che ho avuto un’eccellente fonte di ispirazione, ma è vero anche che Luis vive un’esperienza “estrema” nella quale nessuno di noi vorrebbe mai incappare.

D: Emozioni e considerazioni. Che messaggio vuoi trasmettere al pubblico?
R: Spero innanzitutto di trasmettere lo struggimento che ho provato io nel vivere la stessa avventura mentre la stavo scrivendo. Una storia non nasce solo perché decisa a tavolino, ma è l’espressione di uno struggimento dell’anima che vuole uscire in qualche modo. Prima di dare voce a Luis Crawford ci ho messo tre anni. La morte del mio amico Eddie mi ha segnato e dovevo metabolizzarla. A distanza di un po’ di tempo, ho visto le cose con più distacco, il che non vuol dire che il dolore sia finito. Sono ancora in contatto con i parenti di Eddie, e posso garantire che non c’è rassegnazione possibile. Rimane solo una famiglia straziata. L’esecuzione di Eddie, pur colpevole, avvenuta in modo così freddo, è stata una punizione per lui, ma anche per tutta la sua famiglia e persino per me che dal vivo non l’ho mai incontrato. A volte (leggo molti commenti su Facebook), di fronte a episodi di violenza, la gente invoca la pena di morte anche in Italia. Io capisco certe esternazioni, perché ho due bambini piccoli e l’idea che qualcuno possa fare loro del male mi fa impazzire. Ma quelli che invocano la pena di morte non sanno cosa dicono. Il mio non è un discorso buonista, anzi, e vorrei che in Italia ci fosse la certezza della pena, che molte volte manca. Non è con la legge del taglione, non è ammazzando il colpevole e creando dolore in un altro nucleo familiare che si risolvono i problemi e che si rieduca la gente. Basterebbe una condanna giusta alla reclusione.
  
D: Progetti in cantiere e previsioni per il futuro?
R: Be', intanto vorrei farmi conoscere un po’ e diffondere questo libro. Nel frattempo ho firmato un contratto per la pubblicazione in versione ebook del seguito diretto di “Perché ne sono innamorata”. Poi si vedrà…