venerdì 18 aprile 2014

Intervista a Irene Pampanin



Irene Pampanin nasce a Selva di Cadore (BL). Frequenta l’istituto statale d’arte e si iscrive alla facoltà di “Arti e scienze dello spettacolo – indirizzo Cinema” all’università La Sapienza di Roma, frequentando anche un corso di fotografia presso la Scuola di Cinema Digital Desk. Giornalista pubblicista, si affaccia al giornalismo collaborando nel 2009 con il quotidiano locale il Corriere delle Alpi e l’emittente Telebelluno Dolomiti dove conduce, scrive e realizza il programma “Voci di Valle”, e si occupa di cronache per il telegiornale della sera. Collabora con il settimanale “L’Amico del Popolo” e il mensile “Il Cadore” nonché con diverse agenzie di grafica e comunicazione. Nel 2010 dà alle stampe il suo primo libro, “Rifugio Settimo Cielo”, una raccolta di racconti edita dalla 0111 Edizioni. Con la stessa Casa Editrice, pubblica nel 2014 il suo secondo libro “La ricetta della notte perfetta”. Appassionata di pittura, cinema, musica, natura e fotografia, ama i racconti di Dino Buzzati su cui ha scritto la tesi di laurea. 



Il libro: La ricetta della notte perfetta

L’autrice di “Rifugio Settimo Cielo”, torna con una nuova raccolta di racconti dove è sempre più difficile distinguere la realtà quotidiana del vivere, dal suo surreale evolversi in sogni. E’ lì, nel momento in cui l'inconscio prende il sopravvento e tutto diventa possibile, lì dove si annidano i sogni ma anche gli incubi peggiori che si va a scrutare. E' nella natura di tutti noi. Come nell'opera precedente, il tema della fantasia quale mezzo per salvarsi dalla realtà rimane centrale ma non sempre accessibile. Ecco dunque il vivere quotidiano intriso di gioie e incalzato da eventi talvolta drammatici, sentimenti in uno sciame di polvere di stelle, favole dove angeli e libellule danzano insieme sul lago delle Baste, la Natura che suona ne “L'orchestra del Silenzio”, i quadri di Magritte e Dalì ricolorati dalla fantasia, gli incontri surreali con Dino Buzzati, il tutto per lo più nelle Dolomiti, dove giganteggia il monte Pelmo. La Notte Perfetta resterà, alla fine, solo un'illusione?

CASA EDITRICE: 0111 Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: Racconti fantasy
PAGINE: 166
PREZZO: 15 euro

Ordinabile in qualsiasi libreria nazionale. Qui l’elenco delle librerie che lo hanno esposto ed è subito disponibile: http://irenepampanin.blogspot.it/p/shop.html

Anche on-line e sui principali siti internet: http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=627

Qui trovate la versione ebook: http://irenepampanin.blogspot.it/p/shop.html


E ora, le domande…

D: Felice approdo ad Autori Sul Web! Per iniziare, ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao Francesco, grazie per questo spazio! Che dire di me? Abito in un paesino a 1415 metri d’altitudine, la neve di quest’inverno si deve ancora sciogliere, i miei vicini di casa sono volpi, cervi e falchi, il mio tetto è un cielo di stelle incastonato tra le Dolomiti, sono circondata da boschi immensi e rumorosi silenzi (e altri 521 abitanti del paese!). In mezzo a tutto questo cerco di trovare la mia strada (o meglio, il mio sentiero) che non sarà sicuramente scrivere libri ma spero sia comunque qualcosa legato all’arte del comunicare. Tra giornalismo, blog e quant’altro cerco di darmi da fare per coronare questo sogno e intanto, quando le notti sono rese troppo pesanti dai pensieri, scrivo.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Ho l’impressione di aver sempre scritto ma se devo scegliere un momento in particolare, scelgo il giorno di San Nicolò del 1996. Avevo 11 anni e mia madre mi regalò un diario segreto. Non avendo nulla da raccontare (non mi succedeva niente di così eclatante!), cominciai a scrivere storie completamente inventante fingendo che fossero accadute a me. Ho sempre avuto l’istinto di crearmi da sola le storie che avrei voluto vivere o vedere, anche attraverso la stesura di alcune poesie (penso alle ore trascorse giocando a Barbie o ad inventare programmi televisivi …). Crescendo, specie durante il periodo universitario, ho sentito la necessità di andare oltre il diario segreto (che allora aggiornavo ancora con costanza) e scrivere dei pensieri che non avessero me come protagonista ma che comunque dicessero quello che io volevo dire. Così, mascherandomi dietro ad una penna, ho iniziato a scrivere i primi racconti.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Nessuno, proprio perché il mio “scrivere” è iniziato in maniera naturale, senza alcuna intenzione di pubblicare un libro. Avevo bisogno di dire qualcosa e l’ho messo nero su bianco in modo istintivo, così come mi veniva, senza alcuna influenza o desiderio di assomigliare a qualcuno. Proprio per questo mi sono spesso tirata indietro di fronte alla possibilità di pubblicare un mio libro, pensando che i miei racconti non sarebbero stati capiti dal pubblico: troppo personali, surreali, che dicono una cosa e alla fine ne rivelano un’altra. Invece non è stato così, anzi. Mi ha sorpreso come alcuni lettori siano riusciti ad interpretare quello che ho scritto a volte anche meglio di me o in un modo che io non avrei mai previsto.

D: E ora passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: Non nasce. E’ semplicemente la raccolta degli ultimi 32 racconti che ho scritto dopo la prima pubblicazione, “Rifugio Settimo Cielo” (0111 Edizioni, 2010). Una volta scritto il racconto “La ricetta della Notte Perfetta” (che dà il titolo al libro), non sono più riuscita a scrivere. Ho interpretato questa mancanza d’ispirazione come un segnale e ho pensato: “Forse significa che si è chiuso un cerchio, il cerchio di questi 32 racconti”. Così, dopo parecchi mesi, una sera d’ottobre, mi è saltato lo schizzo di inviare tutto alla 0111 Edizioni, con la quale avevo già avuto un’ottima esperienza. Sinceramente non ero molto ottimista (per i motivi sopra citati) e invece alla Casa Editrice è piaciuto: ed eccomi qui.

D: I personaggi che crei da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: Nascono dalla vita, dalle lancette dell’orologio che si spostano in un tempo relativo, dalla neve e le montagne, dal cielo, dalla natura, dalla musica, dalle pagine dei giornali, dagli incontri casuali, dai sogni, dagli incubi, dall’arte (penso a “Ora Dalì” e “La condizione umana”), dalle esperienze vissute (come “Pelmo. Cronaca di una salita” o “Angeli e libellule”) e quelle raccontate (la storia vera in “Undicimila giorni senza voi” o “Il passaporto delle Dolomiti”). Nascondo dentro di me e fuori di me. Sono i personaggi di tutti, nei quali ognuno può trovare un po’ di se stesso. Per personaggi non intendo solo “persone”, anche una croda può essere un personaggio, anche una stella di carta, un cervo, una canzone (“Mlk”), un colore, una goccia sul vetro o un angelo aggrappato alla cima di un campanile. Non ho mai pensato a che cosa provo per loro e, dico la verità, non so proprio cosa rispondere. Sicuramente possono tutti insegnarci qualcosa.

D: Emozioni e considerazioni. Cosa intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Quello che sento io, con la stessa forza e la stessa sincerità, senza schemi o scudi a fare da intermediari. Non voglio ci siano filtri tra quello che scrivo e quello che arriva ai lettori. Poi, ripeto, io scrivo per me, non assecondo i gusti del pubblico. Mi piacerebbe però lasciare un segno nel loro cuore di modo che, una volta chiuso il libro, continuo a riflettere sulle parole appena lette e ne rimangano, in qualche modo, sorpresi. Vorrei trasmettere loro la voglia di lasciarsi stupire e commuovere.  

D: Che cosa ti piacerebbe fare da grande? Progetti per il futuro?
R: Scrivere per lavoro (ma non libri). Diciamo che vorrei fare la giornalista a tempo pieno o comunque lavorare nel mondo dell’informazione e della comunicazione. Al momento inseguo questa chimera e cerco di dare una mano agli altri autori esordienti/emergenti mettendo a disposizione uno spazio nel mio blog (con la Rubrica Tacuìn) per le loro interviste, che realizzo personalmente. Non ho altri libri chiusi nel cassetto ma solo tante idee che non riescono ad uscire dalla mia testa.

mercoledì 2 aprile 2014

Intervista ad Ashara Grian



Ashara ha iniziato a scrivere di erotismo nel 2011, pubblicando dapprima su piattaforme che ospitano questo tipo di letteratura amatoriale, poi su un suo sito. Da allora è stata finalista in tutte le edizioni degli Oxè Awards cui ha partecipato, compresa quella di quest'anno in uscita nei prossimi mesi, nonché su altre raccolte di Damster edizioni. Nello specifico: Tecla sugli Oxè Awards 2012;  Killing me softly sugli Oxè Awards 2013; Beatrice su Obsexion 13; Michela su Centoeuno racconti erotici; infine Tatiana sugli Oxè Awards 2014 di prossima pubblicazione. Un suo racconto, Buio nel buio, compare anche sulla raccolta horror-noir-erotica Nero Estasi di Lite Edizioni.

Ha pubblicato due ebooks con la Damster Edizioni -Henrietta, la seduzione dell'innocenza; John Cross, il giorno più lungo- e una raccolta di racconti -Luna e le altre - autopubblicata e gratuita, reperibile sul suo sito o su ebookgratis.net.

https://sites.google.com/site/raccontidiashara/



Il romanzo: Henrietta, la seduzione dell'innocenza


Inghilterra del 1700. Henrietta, giovane cameriera nella villa di un Lord, conduce un'esistenza tranquilla e regolare tra il duro lavoro diurno e il piacere delle scappatelle notturne col suo amante segreto, John lo stalliere, l'uomo che sogna di sposare.
Saranno proprio il tradimento e l'abbandono da parte di quest'ultimo che la spingeranno tra le braccia del signorino Robert, il figlio del padrone. E non solo tra le sue...

Sfoggiando un cinismo quasi obbligato dall'epoca e dalla sua situazione, Henrietta infatti combatterà a modo suo tutti i disagi e i problemi che una giovane donna si trova ad affrontare in un periodo storico che non ha niente da offrirle.




CASA EDITRICE: Damster edizioni http://www.damster.it/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Erotico
PAGINE: è un ebook, non ha un numero fisso di pagine, ma in formato standard sono circa 80.
PREZZO: 1,99 €

Il libro è ordinabile su http://www.amazon.it/Henrietta-seduzione-dellinnocenza-parola-Damster-ebook/dp/B00DW22LBO
 

Inoltre, sul sito dell'autrice alla pagina "Pubblicazioni" oppure sul sito di Damster Edizioni vi sono i link per altre piattaforme che lo mettono in vendita.



Andiamo a conoscere l’autrice e la sua opera…


D: Benvenuta ad Autori Sul Web! Ti va di parlaci un po’ di te in generale?
R: Certo! Sono una donna lombarda e mi sento profondamente legata al mio territorio di provenienza. Ho superato i 30 - ma non dirò di quanto! - Di mestiere faccio l'ingegnere, sono sposata e felicemente zia. Ho molti hobby e mi piace praticare lo sport, specie quelli di montagna e le arti marziali.

D: Veniamo alla parte letteraria. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Nasce dalla mia passione per la lettura... ho sempre amato perdermi in mondi creati dalla penna altrui: leggere significa vivere due vite, visitare posti ed epoche che il nostro corpo non potrà mai fisicamente raggiungere. E ho sempre amato inventarne di miei, anche se la timidezza mi ha impedito fino a poco tempo fa di mettere per iscritto ciò che la mia mente creava.

D: Quali generi o autori ti hanno più influenzato?
R: Sicuramente Marion Zimmer Bradley, Ken Follett ed i genery fantasy e storico in generale: in ciò che scrivo c'è molto spesso un elemento soprannaturale o un'ambientazione in un'epoca diversa dalla nostra. Inoltre furono alcune scene esplicitamente sessuali che lessi nei loro romanzi quando ero ancora una ragazzina ad indirizzarmi verso un mondo eccitante come quello della letteratura erotica.

D: Passiamo al romanzo. Da dove nasce l’idea? Hai svolto ricerche particolari?
R: L'idea nasce per quanto riguarda l'ambientazione da romanzi erotici vittoriani che ho letto in passato: volevo scrivere qualcosa che ricreasse la stessa atmosfera ma senza le esagerazioni che pervadono gli originali, che credo essere frutto del particolare bigottismo dell'epoca. Nasce anche dal mio interesse per la condizione delle donne nei vari periodi storici e dalla rabbia che essa mi scatena.
Nello scrivere ho fatto soprattutto qualche piccola ricerca sugli oggetti di uso comune per evitare anacronismi, cercando per il resto di condensare anni di letture sull'epoca storica in questione per renderne al meglio l'atmosfera.

D: I personaggi che descrivi da dove nascono? Che sentimenti provi per loro?
R: A volte essi si generano dalla storia che voglio raccontare, altre volte la storia la costruisco intorno a loro, sempre, però, nascono da un'idea fulminante che mi attraversa la mente quando lo decide lei, come un fulmine a ciel sereno.
A questo romanzo si applica il secondo caso, quello in cui prima viene il personaggio e poi la storia: volevo una giovane cameriera inglese che si trovasse a sedurre il proprio padrone, quando invece in genere nelle grandi case dei nobili avveniva l'esatto contrario – e spesso anziché di seduzione si trattava di stupro – e così è nata Henrietta.
Per i miei personaggi provo una gamma di sentimenti che va dall'empatia all'irritazione se non al vero e proprio odio, sentimenti che spero di riuscire a trasmettere ai lettori con le mie parole.

D: Emozioni e considerazioni. Quale messaggio intendi trasmettere al tuo pubblico?
R: Il messaggio che cerco sempre di trasmettere con i miei scritti è che le donne sono un soggetto sessuale, non un oggetto come la pornografia mainstream, la pubblicità e il pensiero religioso vorrebbero farci credere. Mi piace inoltre sperare che chi legge i miei scritti riesca grazie ad essi a viaggiare ogni volta in un posti o in un'epoca diversi, come succede a me quando leggo qualcosa di interessante, lasciandosi dietro per un po' i propri problemi quotidiani.

D: Progetti in corso e previsioni per il futuro?
R: Ci sono parecchi progetti in corso: due romanzi e molti racconti. Conto di partecipare anche il prossimo anno agli Oxè Awards, ovviamente, ma anche ad altri concorsi se ce ne sarà l'occasione.