martedì 23 settembre 2014

Intervista a Gianluca Malato

Gianluca Malato è nato a Erice nel 1986. Scrive dall’età di 16 anni, pubblicando romanzi brevi e racconti di genere fantastico in vari siti Internet specializzati. Dal 2008 collabora come redattore con il giornale online Fantascienza.com, per il quale scrive notizie sul mondo del cinema e articoli di divulgazione scientifica, inoltre ha collaborato con il portale Silenzio-In-Sala.com, con la rivista Fantasy Magazine e con il blog Ossblog.it.
Trasferitosi a Roma, si laurea in Fisica Teorica con indirizzo Meccanica Statistica dei Sistemi Complessi presso l’Università “La Sapienza”, trovando poi lavoro nel settore informatico.
Nel 2014 pubblica con la formula del self-publishing una seconda edizione del suo primo romanzo Il Golem. Nello stesso anno la rivista Fantasy Magazine pubblica il suo racconto di genere sword and sorcery Razziatori di tombe, ambientato nello stesso contesto fantasy del romanzo Il cuore di Quetzal, sempre del 2014 ed edito da Nativi Digitali Edizioni.

Sito web dell’autore: http://www.gianlucamalato.it


Il romanzo: Il cuore di Quetzal 
 
Baltak è un mercenario freddo e riservato, che vaga per le terre di Midgard accettando i lavori più pericolosi e cruenti. Una missione in particolare, la ricerca del dio Quetzal, la cui scomparsa sta causando una guerra tra umani e giganti, lo porta sulle tracce della Terra delle Nebbie, dominata dal malvagio Loki e dal suo seguace Regas. L’avventura di Baltak, tra scontri di magia, indagini, tradimenti e trappole, rivelerà progressivamente il mistero dietro il cupo mercenario: perché padroneggia le rune, poteri tipici dei druidi, e di chi è la voce di tenebra che lo accompagna e lo tormenta continuamente? Il Cuore di Quetzal, romanzo fantasy con sfumature sword and sorcery, raccoglie a piene mani personaggi, suggestioni e tematiche dei miti nordici per raccontare da una parte una storia di guerra, complotti e macchinazioni, tra dei e uomini, tra sete di potere e virtù, e dall’altra quella di Baltak, un antieroe che cela dietro la sua immagine burbera e scontrosa un terribile dramma e un disperato desiderio di vendetta. Quale sarà il destino del cuore di Quetzal e del mercenario?


CASA EDITRICE: Nativi Digitali Edizioni (www.natividigitaliedizioni.it)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: fantasy, in particolare sword and sorcery
PAGINE: 338
PREZZO: 3,99 €

Il libro è reperibile in tutti i negozi on-line, esclusivamente in formato e-book. In questa pagina alcuni link ai principali negozi: http://www.gianlucamalato.it/romanzi/il-cuore-di-quetzal/

Conosciamo meglio l’autore e la sua opera…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao e grazie di questo spazio. Ho 28 anni, sono nato e cresciuto a Erice, in provincia di Trapani e adesso abito a Roma, dove mi sono laureato in Fisica Teorica e dove attualmente lavoro. Da quando avevo 16 anni coltivo la passione per la scrittura. In questi anni ho scritto diverse cose in ambito amatoriale, ma solo quest'anno mi sono deciso a uscire definitivamente allo scoperto. All'inizio dell'anno ho aperto il mio sito web e mi sono fatto avanti proponendo il mio primo romanzo, Il Golem, in una seconda edizione pubblicata secondo la formula del self-publishing. Nel frattempo ho inviato altri miei lavori a varie case editrici. Una di esse, la Nativi Digitali Edizioni, ha deciso di pubblicare un mio romanzo, che è quello che vi presento oggi.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: Le idee nascono per caso. Un articolo di giornale, un fatto di cronaca, una frase sentita da qualcuno, tutto può contribuire a innescare la nascita di un'idea per una storia. A quel punto lascio che l'idea maturi gradatamente, magari fantastico un po' intorno a essa e, quando è diventata abbastanza corposa, la butto giù nelle mie annotazioni. Piano piano, giocando con la fantasia, vengono fuori una storia e dei personaggi.

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzato?
R: Sicuramente lo sword and sorcery di Robert E. Howard, ma anche la fantascienza di Asimov e Verne, nonché i romanzi di Valerio Evangelisti senza dimenticare l'immortale Salgari.

D: Passiamo al tuo libro. Come è nata l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: L'idea è nata casualmente, come molte idee che ho avuto in passato. All'inizio pensavo di farne una graphic novel, poi ho deciso di scrivere un romanzo di solo testo. L'idea di creare un antieroe come Baltak si sposava abbastanza bene con le atmosfere avventurose del genere sword and sorcery, così ho colto l'occasione per scrivere questa storia. Ho compiuto alcune ricerche sulla mitologia nordica, ma mi sono concesso diverse libertà. Ho mescolato elementi di varie mitologie e religioni, dalla nordica alla greca alla precolombiana. La formula che ho adottato è stata, fondamentalmente, divertirmi il più possibile attingendo luoghi, personaggi ed elementi da tutte queste culture. Il risultato, devo ammetterlo, mi piace tantissimo e spero piaccia anche al lettore.

D: A chi ti ispiri quando crei i tuoi personaggi? E, soprattutto, che cosa provi per loro?
R: Non c'è una fonte unica di ispirazione. Mi baso sulle persone che conosco, o che vedo per strada, oppure mi baso sul mio stato d'animo del momento per definire la mentalità di un personaggio. Tento sempre di evidenziare una crescita, un'evoluzione, così da far crescere il lettore insieme al personaggio.

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea? 
R: Di solito traccio sempre una trama più o meno dettagliata, ma è un procedimento che dipende dalla storia, dai personaggi e da quanto voglio sentirmi libero di fantasticare. Con Il cuore di Quetzal ho scritto prima un soggetto abbastanza dettagliato, così da non andare proprio alla cieca. Questo mi ha permesso di tenere le redini di un romanzo di queste dimensioni, senza perdermi nei meandri della trama.

D: Emozioni e considerazioni. C’è un messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
R: Nessun messaggio in particolare. Mi piace scrivere e mi piace intrattenere. Non ci sono messaggi occulti nel mio romanzo. Solo la voglia di divertirmi e divertire chi legge.

D: Prossimi progetti, o lavori in fase di realizzazione?
R: Sto scrivendo un romanzo di fantascienza e un'antologia di racconti Steampunk, un genere che mi ha sempre affascinato e che ho finalmente deciso di esplorare. Inoltre ho intenzione di pubblicare un romanzo a puntate sul mio sito web. Attualmente ne sto curando l'editing insieme a un editor di mia fiducia.

mercoledì 10 settembre 2014

Intervista a Franco Filiberto



Dopo varie esperienze con racconti e storie brevi, Franco Filiberto è arrivato al suo romanzo di esordio.
Appassionato di paracadutismo ed immersione subacquea, ama i viaggi, l’arte, l’enigmistica e la lettura. Coltiva con caparbietà la passione per la scultura.

Sito web o altro sito dell’autore:

Book trailer:


Il libro: Le ali sulla pelle


Aaron, uno psichiatra russo, viene a conoscenza di un segreto dai "racconti" di un suo paziente durante una tormentata serie di sedute terapeutiche, segreto che riuscirà a custodire fino alla morte. Quando il corpo dello psichiatra verrà trovato in un parco del Nord Italia il caso sarà affidato al commissario Pandolfi che, con la sua squadra, sarà costretto a muoversi in un mondo sfuggente, pieno di insidie e di sospetti.
Quando le indagini giungeranno al loro epilogo, la giustizia si scontrerà con reticenze e omissioni fino a quando un ultimo, imprevisto bagliore illuminerà, per un attimo ancora, i protagonisti di ieri e di oggi.





CASA EDITRICE: Zerounoundici Edizioni (Varese) www.0111edizioni.spruz.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: Giallo
PAGINE : 234
PREZZO: Euro15,70

Il libro in forma cartacea o in versione EBook è acquistabile sui più noti store on line o presso la casa editrice.
Questi per elencarne alcuni:


Conosciamo meglio l’autore e la sua opera…


D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Un saluto a tutti e un grazie a te per l’opportunità. Su di me non c’è poi tanto da dire. Sono nato nel luglio del 1948  in Calabria. Per circa dieci anni sono stato ufficiale presso la Brigata paracadutisti Folgore a Pisa e Livorno. Attualmente vivo e lavoro a Pisa dove svolgo, nella mia agenzia, l’attività di pubblicitario con propensione per l’Art direction. Mi piace la scultura, il cinema, la fotografia e, più in generale, tutte le forme di espressione artistica.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R:  E’ una passione che nasce da lontano anche se, fino ad oggi, si è limitata a racconti o storie brevi alcuni dei quali sono ancora in qualche cassetto. Dire che fino ad ora ‘non ho avuto tempo’ per scrivere può sembrare una battuta, ma non lo è.
Poi ha preso il sopravvento la voglia di raccontare, il fascino di creare ambienti e accadimenti inesistenti e renderli credibili, la possibilità di dare vita a personaggi immaginari e disegnare i loro caratteri, le loro paure, i loro pregi e i loro difetti.

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzato?
R: Ho cominciato a leggere e ad appassionarmi alla lettura molto presto e la letteratura gialla era molto presente nella libreria di casa. Credo che ognuno dei libri che ho letto mi abbia lasciato qualcosa e, in qualche modo, abbia influenzato il mio modo di scrivere. Negli ultimi anni ho iniziato ad appassionarmi ai giallisti nordici e fra questi Henning Mankel, Jo Nesbo, Asa Larsson  sono fra quelli che apprezzo maggiormente anche se mi sento più vicino ai giallisti italiani che sono molti e molto validi. 

D: Passiamo al tuo libro. Come è nata l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: Avevo un’idea che mi girava in testa da molto tempo, un’idea allo stato embrionale che prendeva spunto da alcuni fatti dei quali ero venuto a conoscenza.
La storia vera e propria stentava a prendere forma fino a che, in occasione di un viaggio in Russia, si è accesa la fatidica lampadina. Da quel momento in poi tutto è stato più facile e la storia ha preso forma e consistenza, si è arricchita di personaggi e di situazioni, di tutti quei dettagli che in un thriller sono un fatto essenziale. Per quanto riguarda le ricerche, ci sono state, specialmente in campo psichiatrico, disciplina questa che gioca un ruolo importante nella narrazione e della quale ero completamente a digiuno.

D: A chi ti ispiri quando crei i tuoi personaggi? E, soprattutto, cosa provi per loro?
R: I personaggi del mio romanzo sono in parte persone esistenti ed in parte frutto della fantasia. Per questi ultimi è bastato guardarmi intorno ed osservare comportamenti, manie, modi di fare, espressioni e qualche tic per avere elementi sufficienti per costruire i miei personaggi. C’è un momento nel quale si ha la sensazione che si animino realmente e pian piano comincino a pensare e ad agire in modo autonomo. A me non rimane che seguirli da vicino e raccontare…

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea? 
R: Sono assolutamente refrattario ad impiegare schemi e scalette preconfezionate anche perché so che non riuscirei a rispettarle. Preferisco seguire l’idea di base e vedere cosa nasce, come si trasforma, in quali e quanti rivoli si separa. Insomma, sono convinto che ogni storia abbia una vita propria e il mio compito sia soprattutto quello di raccontarla nel modo più coinvolgente possibile.

D: Emozioni e considerazioni. C’è un messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
R: Vedere il proprio lavoro stampato è un’emozione molto forte, vederlo casualmente in mano ad una persona che lo legge non è da meno. Leggere poi le recensioni, alcune veramente entusiasmanti, è una soddisfazione impagabile che rinnova la forza e la determinazione a cominciare di nuovo, a seguire una nuova idea.
Al mio pubblico non voglio trasmettere alcun messaggio anche se dentro ogni storia c’è una parte della vita, delle emozioni, dei sentimenti e delle debolezze di chi scrive. Questo è quello che regalo volentieri a tutti i lettori.

D: Prossimi progetti, o lavori in fase di realizzazione?
R: Sto lavorando ormai da molti mesi a un nuovo romanzo e credo di essere a un buon punto. La parte strutturale della storia è completata, ora si tratta di limare e ritoccare.
Di più preferisco non dire non per la scaramanzia dello scrittore alla quale credo poco ma, piuttosto, per introdurre un po’ di suspense. Per un giallista è quasi un obbligo.