lunedì 4 maggio 2015

Intervista a Tommaso Sguanci



Tommaso Sguanci è laureato in filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, si occupa di meditazione, shiatsu, massaggio thai, yoga, letteratura e spiritualità. Ha pubblicato un articolo sull'esperienza mistica di Elia il profeta (https://drive.google.com/file/d/0B0jgdNlnWk4pLWM0R2JqdllxZzA/edit) sul sito Vajra Project. Ha insegnato religione per 3 anni nella diocesi di Firenze, fino a quando è stato allontanato dal responsabile dell'insegnamento della religione cattolica per divergenze di ideali sull'insegnamento. Ha scritto e tenuto conferenze su Tolkien, il Signore degli Anelli, le opere di Miyazaki, di Ende e di altri autori, sempre con riferimento alla simbologia, agli archetipi alla spiritualità.



Il libro: Racconti intorno al fuoco

Un monaco Zen. Uno jarl vichingo. Un'aspirante eroina. Un timido archeologo. Un guerriero pellerossa. Una vittima del terremoto. Un feroce pirata. Cosa accomuna le loro storie? Una spasmodica ricerca di risposte. Ogni personaggio è posto faccia a faccia con i suoi più profondi interrogativi, con le sue ombre, ma anche con la scintilla di luce che guida il suo destino. Ogni ambientazione ospita un viaggio e manifesta i lati della psiche umana con i suoi archetipi: l'acqua, la morte, il potere, la conoscenza, la paura, la follia, il fuoco. La potenza dei simboli, che richiamano gli antichi miti, non toglie spessore ai protagonisti della ricerca. I toni cambiano adattandosi al carattere dell'ambientazione, lo stile muta in conformità alle esigenze del protagonista: sono i personaggi che dettano lo regole. Il lettore è accompagnato per mano in sette viaggi alla ricerca di se stesso, attraverso domande che trovano risposta solo in chi ha il coraggio di guardarsi dentro.



CASA EDITRICE: Zerounoundici edizioni http://www.0111edizioni.spruz.com
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
GENERE: Racconti di ricerca interiore
PAGINE: 172
PREZZO: 15€

Il libro è reperibile su:


Conosciamo meglio l’autore e la sua opera…

D: Benvenuto ad Autori Sul Web! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Ciao! Grazie mille per questa splendida possibilità. Beh, che dire, come diceva Tolkien, non c'è niente di più entusiasmante che parlare di se stessi! Direi però che conviene farla breve. Nasco a Firenze nel 1980; dopo un deciso allontanamento da Chiesa e religione, rimango folgorato dalla figura di Gianvittorio Cappelletto, gesuita fondatore de I Ricostruttori nella Preghiera. Così aderisco alla sua comunità facendomi monaco. Lui scova in me da subito la mia vena di scrittore e mi sprona a buttare giù le mie intuizioni e le mie idee. Studio filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Pubblico nel 2008 il racconto La Fonte dell'Amore per la rivista Appunti di Viaggio. Nel gennaio del 2009 muore Gianvittorio all'età di 80 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità. Dopo un difficile periodo di incomprensioni con la nuova gestione, nel settembre del 2010 abbandono la comunità e mi dedico a una serie di conferenze di carattere letterario-spirituale presso l'associazione culturale Vivencia. Rientro a Firenze e inizio a insegnare religione a scuola, studio shiatsu, massaggio thai, e yoga. Raccolgo i racconti che ho scritto nei vari anni e li presento per una pubblicazione, spinto dagli amici, soprattutto dalla cara Ilaria Marsili Libelli, che poi presenterà il mio libro ovunque vengo accolto. Grazie alla Zerounoundici edizioni, il mio sogno è diventato realtà. Tendenzialmente sono una persona curiosa e mi interesso di molte cose, mi piace stare con la gente, socializzare, conoscere culture nuove: adoro viaggiare. Mi considero una persona solare e profonda al tempo stesso.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: In realtà ho sempre adorato le storie, sin da bambino. Soprattutto quelle di cavalieri, eroi, draghi e principesse. Crescendo ho cominciato a dilettarmi con poesiuole d'amore fino a creare dei racconti in un circolo letterario informale di amici. Ma è stata la figura di Gianvittorio Cappelletto a segnare un cambiamento importante: lui ha creduto in me tirandomi fuori la vena letteraria che non ho mai preso troppo sul serio. Soprattutto grazie alla meditazione profonda ho scoperto il modo per entrare in contatto con la parte più intima di me, dalla quale nascono le storie. Scrivere è diventata l'esperienza più bella e liberante, capace di farti conoscere aspetti che non credevi di avere. È un qualcosa che non ha un traguardo, ma si evolve, muta, insieme a te, senza fine.

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzato?
R: Tolkien su tutti. Non solo i suoi romanzi, ma anche il saggio sulle fiabe Albero e Foglia. Da ragazzo leggevo molto fantasy, oltre a Tolkien soprattutto i libri di Weis e Hickman. Poi Ende, Hesse, Murakami Haruki, Benni, ma anche le fiabe e i miti antichi: greci, vichinghi, celtici, indiani (Ramayana e Mahabharata su tutti), egizi, babilonesi, il ciclo del graal, Viaggio in Occidente di Wu Cheng'en e testi sacri come Tao te ching, I ching, la Bibbia, le Upanishad, i saggi di Eliade e di Danielou, giusto per citarne alcuni. Fuori dall'ambito letterario adoro tutte le opere dello Studio Ghibli, in particolare quelle di Hayao Miyazaki.

D: Passiamo al tuo libro. Come è nata l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: In realtà i miei racconti nascono come singoli racconti, per dar sfogo alle mie intuizioni e ispirazioni e farli leggere agli amici. Proprio questi mi hanno consigliato di metterli insieme in un'antologia. In effetti sono tutti indipendenti e non collegati fra di loro, se non per il filo conduttore della ricerca interiore. Ovviamente per ogni racconto ho dovuto approfondire determinati aspetti a seconda dell'ambientazione e di vari elementi che concernono la storia. Trovo che documentarsi su quello che vogliamo scrivere sia determinante. Essendo io per natura curioso, mi viene spontaneo.

D: A chi ti ispiri quando crei i tuoi personaggi? Cosa provi per loro?
R: In realtà non credo di ispirarmi a qualcuno in particolare. O meglio, magari lo faccio, ma senza rendermene troppo conto. Succede che uno vede un lato di un carattere, un gesto, ascolta una storia, rimane impigliato in uno sguardo, e si apre qualcosa dentro di me che mi fa caratterizzare un personaggio. Si tratta di una sensazione che poi va con duro lavoro e fatica razionalizzata ed esplicitata. Una volta nati, mi ci affeziono e ogni volta che leggo le loro storie, che prendono la loro strada sganciandosi da me come i figli dai genitori, mi commuovo, non lo nascondo.

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea? 
R: Dipende. Tendenzialmente seguo un'idea, ma è anche inevitabile tracciarsi una scaletta, anche solo in testa, perché seguire tutto l'intreccio non è cosa banale. Io poi scrivo quando ho tempo e quando sono ispirato, quindi magari passa anche molto tempo fra una scrittura e l'altra dello stesso libro, che vuol dire riorganizzarsi le idee ogni volta. È bene avere una scaletta. Ma in ogni caso comanda la scrittura spontanea: hai una scaletta ma tanto succede sempre qualcosa mentre scrivi che te la stravolge. E si tratta quasi sempre di creazioni geniali. Almeno per me!

D: Emozioni e considerazioni. C’è un messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico?
R: Sì: leggete solo ciò che vale la pena, ciò che ha la qualità di migliorarvi la vita, o che almeno ci prova. Non dico che si debba sempre e solo leggere scritture impegnate, anzi, ma anche nella letteratura leggera e divertente cercare sempre quella di qualità, di spessore, che ha una profondità.

D: La tua opinione su e-book, social network e blog: strumenti utili o dispersivi?
R: Sicuramente strumenti utilissimi. Io purtroppo (o per fortuna?) sono all'antica e non ho un lettore e-book, né un mio blog o una mia pagina. Preferisco di gran lunga il contatto diretto con le persone (magari tramite una presentazione). Ma non li disdegno di certo!

D: Prossimi progetti, o lavori in fase di realizzazione?
R: Due, per adesso. Un romanzo che parla di intrecci di storie, di vite, di ambientazioni, un cross-over alla ricerca di colui che sta al di là di ogni storia ed è presente in tutte ed ha quindi il potere di salvarle. Il secondo, si ispira a il Viaggio in Occidente di Wu Cheng'en, e parla di una buddhista che parte dal monastero di shaolin, un vichingo, un templare, una zingara, un islamico che si ritrovano insieme, nella seconda metà del 1100, ad affrontare un viaggio in India. Si tratta di lavori lunghi, che richiedono molta preparazione. Ma non ho fretta, me li voglio gustare anche nella realizzazione!