sabato 20 febbraio 2016

Intervista ad Alessia Palumbo



“I Due Regni – La Città Intera” è il romanzo d’esordio di Alessia Palumbo e il primo di una vastissima saga fantasy.

L’autrice attualmente frequenta il terzo anno di Lettere Moderne all’Università degli studi di Pavia.

Tra i suoi hobby, ovviamente la scrittura occupa uno spazio preponderante, ma è appassionata anche di videogiochi, letteratura e cucina.




Il libro:  I Due Regni – La Città Intera - Primo romanzo della quadrilogia

In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico.

In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibrio in un luogo dove imperversa solo timore e morte.
In un fantasy certamente non canonico si muove la sfera umana dell’interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono.

A muoversi parallelamente alla vicenda altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio.


CASA EDITRICE: Ekt – Edikit http://www.ektglobe.com/
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015
GENERE: Fantasy
PAGINE: 592
PREZZO: 18 euro (cartaceo) – 4 euro (ebook)

Il libro si può ordinare su Amazon per la versione digitale, su IBS per la versione cartacea. 
Si può anche trovare in alcune librerie e biblioteche della provincia di Pavia.
L’autrice partecipa a molte fiere dell’editoria e del fumetto in giro per l’Italia, a tali eventi sarà possibile acquistare il libro.


Conosciamo meglio l’autrice e la sua opera

D: Benvenuta! Vuoi parlaci un po’ di te in generale?
R: Buongiorno a tutti! È davvero un piacere essere qui con voi a fare questa intervista.
Ho 21 anni e frequento Lettere Moderne a Pavia con indirizzo filologico. Sono appassionatissima di scrittura e di studi filologico-letterari, e divido la restante parte del mio tempo libero fra videogiochi, giochi di ruolo e pasticceria.

D: Trame, personaggi e ambientazioni. Come nasce la tua passione per la scrittura?
R: La mia passione per la scrittura nasce quando ero bambina. Abbozzare schizzi e storielle di un paio di pagine era un modo per creare un mondo mio.
Da allora, non ho mai smesso di scrivere, affinando la mia capacità con la lettura e il costante esercizio. Quelli che prima erano personaggi di storie altrui poco alla volta sono mutati e si sono evoluti fino a essere protagonisti di mondi che creavo per loro.

D: Quali generi, autori o situazioni ti hanno maggiormente influenzata?
R: Il distopico ha sempre esercitato su di me un grande ascendente. Leggendo il mio libro preferito, 1984 di Orwell, mi stupisco sempre di come il suo mondo apparentemente impossibile si avvicini tanto al nostro. Nel mio romanzo, e in generale nelle mie opere, mi piace rendere il concetto di paradosso, l’impossibile che diventa reale, per quanto assurdo possa sembrare. La Città Intera, ad esempio, è un’istituzione che uccide tutti i maghi perché li considera degli abomini, ma segretamente si serve della magia stessa per tenere il Delor sotto controllo.
Su di me esercitano una grande influenza anche gli autori della classicità romana. Trovo incredibile come autori vissuti oltre due millenni fa possano continuare a parlarci con le loro lettere e le loro opere morali. Al posto dei Promessi Sposi, proporrei nelle scuole la lettura obbligatoria delle epistole di Seneca!

D: Passiamo al tuo libro. Da dove nasce l’idea? Hai condotto delle ricerche per scriverlo?
R: Per quanto bizzarro possa sembrare, l’idea del mio libro nasce da un sogno che ho fatto nel 2011. Allora una ragazza, poi diventata la protagonista, era discriminata perché maga. Su quell’idea ho ricamato la trama della saga. Inoltre, essendo sempre stata appassionata di videogiochi e giochi di ruolo di genere simile, le regole a volte ferree che regolano questi due mondi mi hanno ispirato per procedere con lo stesso rigore nel mio romanzo.
Per ambientare il romanzo in una sorta di medioevo, mi sono ovviamente documentata, ma non ho mai voluto attenermi alla realtà storica. Ho voluto piuttosto creare un mio medioevo personale, dove l’alfabetizzazione è ad esempio leggermente più alta di quanto lo sia stata la nostra ai tempi.

D: A chi ti ispiri quando crei i personaggi? Che cosa provi per loro?
R: Un personaggio che non compare nel primo libro, ma è molto spesso citato, è ispirato dalla Statua del Gattamelata di Padova. Ho visto l’effige del cavaliere durante una gita scolastica, e mi è rimasta impressa per il rigore dell'espressione. A parte questo divertente aneddoto, gli altri personaggi non si ispirano a persone esistenti nel nostro mondo. Semplicemente penso a un personaggio funzionale per il ruolo che deve svolgere, ne immagino i tratti fisici, il carattere, il passato e cosa eventualmente può avere generato la sua indole.
Sono affezionata a tutte le mie creazioni, è innegabile. Dopo tutto li ho plasmati io e ho cercato di dare a ognuno di loro una vita dignitosa, per fare in modo che non siano semplici macchiette appiccicate fra le pagine di un romanzo per far quadrare la trama.

D: Quando ti siedi a scrivere una storia, tracci prima una scaletta o segui piuttosto un’idea? 
R: Faccio entrambe le cose; sono solo fasi diverse dello stesso processo. Prima un’idea comincia ad articolarsi nella mia mente, e col passare dei mesi si sviluppa e si ingrandisce. Comincio a scrivere qualche pagina seguendola, e poi quando noto che la storia ha trovato la propria “strada”, traccio una scaletta capitolo per capitolo. Già da quando appongo la prima parola di un nuovo romanzo, so già come finirà, quindi non è difficile tracciare uno schema da seguire. Ma se poi mi dovesse venire una particolare ispirazione, non esito assolutamente a seguirla.

D: Emozioni e considerazioni. Vuoi trasmettere un messaggio ai tuoi lettori?
R: La Città Intera fonda il suo predominio sul pregiudizio che ha la popolazione nei confronti dei maghi. Se c’è qualcosa che il libro ha da dire, è che non è giusto discriminare una persona solo per qualcosa con cui è nato.

D: La tua opinione su e-book, social network e blog: strumenti utili o dispersivi?
R: Secondo me ogni strumento, se sfruttato in maniera corretta e consapevole, può essere utile. Trovo davvero stimolante usare i social network come Facebook per raggiungere un pubblico maggiore. Ovviamente non devono essere visti come unico mezzo per farsi conoscere. Solo un ulteriore lavoro da affiancare ad altre attività come fiere e presentazioni.

D: Prossimi progetti o lavori in fase di realizzazione?
R: La saga di Farwel non è che agli inizi. La storia sarà composta da quattro corposi romanzi, e usciranno circa ogni anno e mezzo. Poi mi piacerebbe dedicarmi al distopico, altro mio genere preferito. Sto pensando anche a una raccolta di racconti, in un futuro prossimo. Voglio scrivere ogni giorno che ho da vivere, e spero di poter portare a termine un sacco di romanzi. Comunque invito i miei lettori a non preoccuparsi per i tempi di attesa, il secondo romanzo è quasi finito!